Endocrinologia

Diabete: cos’è, tipi, sintomi e terapia

Strumenti per la misurazione del diabete, pillola, insulina
Foto di Nataliya Vaitkevich da Pexels

Il Diabete (o diabete mellito) è una malattia cronica, non contagiosa e multifattoriale legata all’aumento del livello di zucchero (glucosio) nel sangue (iperglicemia). Questo fattore è misurabile attraverso l’analisi della glicemia tramite gli esami del sangue.

Il Diabete si distingue in due tipi:

  • Diabete tipo 1: conosciuto anche come “diabete giovanile“. Si tratta di una tipologia di diabete che, nella maggioranza dei casi, esordisce in età pediatrica o adolescenziale e, in casi più rari, negli adulti (LADA). Nei pazienti affetti da diabete tipo 1 le cellule del pancreas che producono l’insulina (ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue) vengono attaccate dal sistema immunitario. Il pancreas viene quindi danneggiato e l’insulina non viene più prodotta.
  • Diabete tipo 2: è la tipologia di diabete più frequente. Insorge generalmente in età adulta ed è per lo più  legata al sovrappeso o all’obesità. Queste due condizioni determinano una resistenza all’insulina ossia l’insulina viene regolarmente prodotta dal pancreas ma, a causa dell’eccesso ponderale, funziona male e conseguentemente i livelli di glucosio nel sangue salgono.

Esiste, poi, il diabete gestazionale. Le donne affette da questa condizione hanno un aumento temporaneo dei livelli di glucosio nel sangue, che solitamente si risolve una volta che la gravidanza viene portata a termine.

Come si diagnostica il Diabete?

Come già accennato, il diabete viene diagnosticato in seguito al monitoraggio dei livelli di glucosio tramite esami del sangue. I Pazienti affetti da diabete, difatti, presentano un’iperglicemia, ossia livelli di glucosio nel sangue più alti rispetto alla norma. Solitamente, dopo 8 ore di digiuno, i livelli di glucosio nel sangue si attestano a meno di 100 milligrammi/decilitro (mg/dl). La diagnosi di diabete, generalmente, arriva dopo che per almeno due volte questi valori abbiano superato i 126 mg/dl. Un’altra possibilità è quella di livelli di glicemia maggiori o uguali a 200 mg/dl durante una curva da carico (OGTT). Il test dovrebbe essere effettuato somministrando 75 g di glucosio.

Il diabete è una malattia in espansione in Italia e nella popolazione occidentale. Proprio perché si tratta di una malattia silente e subdola è importante fare prevenzione con controlli periodici della glicemia, soprattutto se si presentano fattori di rischio come familiarità con il diabete o se si è sovrappeso.

Il diabete è ereditario?

Il diabete non è ereditario. Tuttavia la familiarità con persone affette da diabete, soprattutto di tipo 2, è un fattore di rischio per la sua insorgenza.


Sintomi

Nella maggioranza dei casi il diabete non si manifesta: rimane una malattia silenziosa che viene rilevata solamente in seguito ad esami del sangue. Solo in caso di livelli di glicemia molto alti (oltre 400-500 mg/dl) si presentano sintomi, quali:

  • Necessità di minzione (urinare) frequente, anche di notte;
  • Aumento della sensazione di sete;
  • Stanchezza;
  • Vista annebbiata;
  • Calo di peso;
  • Prurito agli organi genitali;
  • Tagli o ferite che si rimarginano lentamente;
  • Candidosi (nella donna).

Cause

Lo sviluppo del diabete è correlato a un cattivo funzionamento dell’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue:

  • L’insulina può essere completamente assente;
  • L’insulina prodotta dall’organismo non è sufficiente;
  • L’insulina prodotta non funziona in modo corretto.

La terapia

La terapia del diabete prevede:

  • Corretta alimentazione;
  • Attività fisica aerobica regolare: può essere ginnastica, nuoto, cyclette, bicicletta o anche solo, banalmente, una passeggiata di almeno 30 minuti per almeno cinque giorni alla settimana.

Qualora la dieta e l’attività fisica non siano sufficienti a raggiungere un buon controllo delle glicemie, si ricorre a farmaci da assumere per via orale o iniettiva sottocutanea che consentono di controllare molto bene le glicemie, senza necessità di ricorrere alla terapia insulinica, che diventa necessaria qualora il compenso glicemico non si riesca a raggiungere nemmeno con l’aiuto della terapia orale.

Distretti colpiti dal diabete

Il diabete negli anni può determinare delle complicanze a livello di:

  • Cuore e grandi vasi: a livello cardiovascolare il diabete è la principale causa di infarti, ictus ed ischemia agli arti inferiori;
  • Reni: ad oggi il diabete è la principale causa di insufficienza renale cronica e di nefropatie che porta alla necessità di trattamento dialitico (dialisi);
  • Sistema nervoso periferico: porta neuropatia, ossia perdita della sensibilità propiocettiva delle estremità (piedi) che se combinata con arteriopatia periferica può portare allo sviluppo di ulcere (piede diabetico) o nei casi più gravi possono portare ad amputazioni;
  • Retina: il diabete è responsabile della retinopatia diabetica, che nelle forme molto gravi, ossia proliferanti, può portare a emorragie del vitreo fino alla completa cecità.

Esistono trattamenti per le complicanze?

Ad oggi non si hanno trattamenti per le complicanze, se non la terapia della conseguenza della complicanza: ecco perché è fondamentale avere ottimo controllo delle glicemia. Solo in questo modo si può ritardare lo sviluppo delle complicanze medesime.

Quali sono i controlli periodici consigliati per una persona che soffre di Diabete?

  • Controllo endocrinologico – diabetologico: con frequenza dettata dal medico specialista che ha in cura il Paziente affetto da diabete;
  • Controllo oculistico: immediatamente dopo la diagnosi di diabete e, poi, a seconda della frequenza consigliata dal medico specialista;
  • Elettrocardiogramma: esame di prevenzione da effettuare con cadenza annuale;
  • Misurazione periodica della pressione;
  • Controllo podologico: visita da ripetere annualmente per intercettare eventuali lesioni ai piedi;
  • Esami del sangue.

Inoltre, per pazienti in sovrappeso o che necessitino di una guida nella propria alimentazione, è consigliabile intraprendere un percorso nutrizionale.

Dr. Andrea Girola
Endocrinologo

Fonti: