Ecco un riassunto della diretta andata in onda il 10 Ottobre alle ore 13:30 con il responsabile del reparto di Oncologia dell’Ospedale di Saronno,
il Dottor Claudio Verusio.
Il rapporto di fiducia e di stima tra paziente e medico si sta degradando sempre di più negli anni e invece alla base di una buona relazione terapeutica ci deve essere una buona connessione tra di essi.
Sopratutto per quanto riguarda alcune specializzazioni mediche, come ad esempio l’oncologia, dove la relazione medico paziente diventa un elemento strutturale per la cura del paziente.
In seguito ad una valutazione dei costi, si è stimato che una visita oncologica in Ospedale, dovrebbe durare all’incirca 15 minuti. Questo non è assolutamente un tempo giustificato a livello umano, i pazienti necessitano di ascolto. NOI MEDICI SIAMO AL LORO SERVIZIO.
Il paziente ha momenti di paura verso chi deve mettergli “le mani addosso”, quindi è necessario che sappia cosa sta facendo e perchè lo sta facendo. Una stessa cura può andare bene per qualcuno e al tempo stesso non essere accettata da qualcun’altro, in quanto si hanno esigenze emotive ed esistenziali differenti.
E’ giusto che il paziente pretenda un rapporto più “umano” con il medico con cui è in cura e per abbracciare questa esigenza è nato il progetto HUCARE.
La diagnosi di cancro e le sue conseguenze presentano un impatto considerevole sulla vita di malati e familiari: il 34% dei malati oncologici (uno su tre) è affetto da ansia clinicamente significativa o depressione (da trattare come malattie a sé). È dimostrato che questo influenza negativamente la capacità di affrontare la malattia e può ridurre il grado di adesione terapeutica.
Molti studi dimostrano invece che diverse tipologie d’intervento possono migliorare significativamente lo stato psicosociale di pazienti e familiari.
Il progetto HUCARE (HUmanization of CAncer caRE) è finanziato dal Ministero della Salute, l’obiettivo di questo progetto è ridurre il disagio psicologico dei pazienti oncologici e aumentare l’adesione alle cure tramite interventi di dimostrata efficacia per identificare precocemente le persone più vulnerabili e migliorare il loro stato di salute psicosociale.
Gli strumenti:
1. Comunicazione tra medico e paziente
– Garantire la partecipazione dei medici dei centri aderenti, per migliorare le competenze comunicative
– Definire e validare una lista di domande da fornire ai pazienti per facilitare il colloquio con l’oncologo all’inizio dell’iter diagnostico-terapeutico
2. Informazione ed educazione sanitaria
– Garantire la partecipazione degli infermieri dei centri aderenti per migliorare le competenze informative
– Istituire in tutti i reparti di oncologia un Punto di Informazione e Supporto, gestito da personale infermieristico appositamente formato, dotato di una biblioteca per pazienti con materiale informativo specifico in diversi formati (cartaceo, video, ecc.), con accesso a internet e a banche dati per pazienti
– Assicurare che ad ogni paziente venga assegnato un infermiere di riferimento per l’informazione
3. Supporto psicosociale
– Garantire l’attuazione dello screening del disagio psicologico tramite una scala comune, validata a livello nazionale, da utilizzare in tutti i reparti oncologici italiani
– Garantire la rilevazione dei bisogni sociali, tramite una checklist validata, da utilizzare in tutti i reparti oncologici italiani.
I pazienti con disagio psicologico moderato-grave (circa 34% dei malati) devono essere avviati a consulenza e cure psicologiche. Stessa cosa per i bisogni sociali che devono essere presi in considerazione insieme alle altre cure.



