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I DISTURBI ALIMENTARI

Quando parliamo di disturbi alimentari, il primo pensiero va subito a ragazze molto magre, praticamente pelle e ossa, che si rifiutano di mangiare. Non è un pensiero completamente sbagliato, ma un po’ incompleto: i disturbi alimentari non riguardano solo l’anoressia e, soprattutto, non riguardano solo l’alimentazione, anzi..!

QUALI SONO I DISTURBI ALIMENTARI

Abbiamo principalmente tre tipi di disturbi alimentari, ognuno dei quali ha poi tutta una serie di sfumature, spesso molto soggettive.

Essi vengono distinti sulla base del rapporto che la persona ha con il cibo, ma non dobbiamo mai dimenticare che il cibo è solo la punta dell’iceberg e che i disturbi alimentari hanno sempre a che fare con dinamiche più profonde, che affondano le radici a livello delle emozioni. Proviamo a vedere in che modo, descrivendoli uno ad uno.

  • ANORESSIA

Descrizione: è una forte restrizione a livello dell’assunzione di cibo e di calorie, la quale porta a una grossa diminuzione del peso corporeo (il BMI, ossia il rapporto peso-altezza, va al di sotto del normopeso). Ogni possibilità di ingrassare o riprendere peso è vissuta dalla persona con enorme disagio.

A livello psicologico: chi soffre di anoressia cerca costantemente di tenere tutto sotto controllo, in primis emozioni e bisogni. Entrare in contatto con essi, risulta molto pericoloso (per svariate ragioni, spesso soggettive), quindi cerca di tenerle alla larga controllandole. In pratica, si illude di non aver bisogno delle proprie emozioni e di non avere necessità (nemmeno di mangiare); si tratta di un controllo onnipotente (non ho bisogno di niente). E qual è il bisogno di cui non potremmo mai fare a meno? Il cibo. Perfetto, quindi si cerca di annullare anche quello!

  • BULIMIA

Descrizione: la bulimia è caratterizzata da frequenti abbuffate (ossia assunzione di cibo in quantità molto maggiore rispetto a quella che la maggior parte delle persone assumerebbe in circostanze e tempi simili). Le abbuffate sono seguite da comportamenti compensatori, atti a “bilanciare” le calorie assunte. Tra i comportamenti compensatori principali troviamo il vomito, l’uso di lassativi e l’eccessiva attività fisica.

A livello psicologico: anche chi soffre di bulimia, come per gli altri disturbi alimentari, fa fatica con emozioni e bisogni. In questo caso, però, per cercare di non sentirli essi non vengono repressi, ma “ci si mangia sopra”. In pratica, si assiste alle abbuffate proprio nei momenti in cui l’emozione (ansia, noia, tristezza, gioia…) preme dentro la persona. Sentire quell’emozione è intollerabile e la persona usa il cibo per consolarla/controllarla/zittirla.

  • BINGE EATING DISORDER

Descrizione: anche il Binge Eating è caratterizzato da frequenti abbuffate, ma non sono presenti condotte compensatorie (no ricorso a vomito, lassativi o attività fisica eccessiva in seguito all’abbuffata). La persona con Binge Eating mangia anche se non ha davvero fame e si abbuffa fino a sentirsi sgradevolmente piena (spesso, non avverte il senso di sazietà finché “non si sente scoppiare”). Di solito, le abbuffate avvengono in solitudine, perché la persona si vergogna molto della propria condotta e, in genere, in seguito all’abbuffata si sente molto a disagio e in colpa verso se stessa.

A livello psicologico: il funzionamento è simile a quello della bulimia, poiché anche nel binge eating “le emozioni prendono la forma del cibo”. Si mangia per non sentire la noia, per sfogare la rabbia, per alleviare la tristezza. In questo modo, si ha l’illusione di poter controllare qualcosa (l’emozione) che appare assolutamente incontrollabile e intollerabile.

Spesso i segni e i sintomi di questi disturbi possono essere riconosciti nelle prime fasi al livello del cavo orale permettendo così una diagnosi precoce.

Non sono solo i denti a risentire della dieta restrittiva, dell’alimentazione incontrollata e della pratica del vomito autoindotto ma sono stati osservati gravi effetti anche alla mucosa orale, alle ghiandole salivari, al parodonto e all’articolazione temporo mandibolare (ATM).

Di seguito i dettagli delle manifestazioni orali dei disturbi alimentari.

  • EROSIONE DENTALE: causata dal passaggio di acidi dallo stomaco alla cavità orale, dovuto al vomito autoindotto, al reflusso gastoesofageo e all’assunzione di bibite energetiche/acide per contrastare il senso di fame.
  • CARIE: dovuto all’uso frequente di bevande zuccherate e dolci, che demineralizzano la superficie degli elementi detali aumentando la possibilità di instaurare lesioni cariose.
  • PARODONTALI- GENGIVALI: principalmente queste problematiche sono dovute ad accumuli di placca batterica quindi da un’igiene orale domiciliare frettolosa o poco costante, o ad una carenza di vitamina C (per carenza alimentare e insufficiente assorbimento intestinale). 
  • ATM: uno studio effettuato nel 2010 ha evidenziato un’ associazione significativo tra ATM e disturbi alimentari dovuti a vomito autoindotto, alimentazione incontrollata e bruxismo.
  • MUCOSA ORALE: si riscontrano lesioni da candida causate dall’ambiente acido, dal consumo eccessivo di carboidrati e deficit nutrizionali.

I disturbi del comportamento alimentare necessitano un intervento multidisciplinare e coordinato.
Le terapie possono consistere in visite mediche, controlli clinici, percorsi di psicoterapia individuale e/o familiare, terapia di gruppo, terapia farmacologica, riabilitazione alimentare.

Per qualsiasi dubbio o informazione a riguardo potete contattare la Psicologa-Psicoterapeuta Alessia Romanazzi o la nostra Igienista Carola Romano’.

Dottoressa Alessia Romanazzi
Dottoressa Carola Romanò

Fonte Immagine: Canva