Oggi partiamo con un piccolo esercizio: chiudete gli occhi (anzi, meglio lasciarli aperti, altrimenti risulta difficile leggere l’articolo!), provate a ricordare l’ultima volta che, saltato il pranzo (o arrivandoci a tarda ora), avete provato una fame incredibile. Che sensazioni avete provato?
In genere, la prima cosa che si avverte è il “buco” allo stomaco, il quale inizia a brontolare inesorabilmente. Questa è la fame vera: a digiuno da diverse ore, lo stomaco brontola chiedendo di essere nutrito.
C’è, però, un altro tipo di fame, quella che si attiva anche se abbiamo mangiato poco prima. Si tratta di quella fame che, pur non dando alcun scossone allo stomaco, ci spinge verso il frigorifero o la credenza, possibilmente verso cibi “consistenti”. Questa è la fame nervosa o fame emotiva.
LA FAME NERVOSA E LE EMOZIONI
La fame nervosa, come suggerisce il nome stesso, non è legata alla sopravvivenza fisica e allo sfamarsi, bensì è connessa alle emozioni. In moltissimi casi, si tende a smangiucchiare al di fuori dei pasti o a mangiare eccessivamente a pranzo e cena spinti da qualche stato emotivo (noia, tristezza, rabbia…), piuttosto che da un vero e proprio senso di fame.
La maggior parte delle persone non si accorge di smangiucchiare sulla scia di un’emozione, anzi spesso si mangia proprio per coprire l’emozione provata. È come se le emozioni prendessero la forma della fame e trovassero sfogo nel cibo.
COME DISTINGUERE LA FAME VERA DALLA FAME NERVOSA?
Potete distinguerle, in primo luogo, perché sono “collocate” diversamente: la fame vera si percepisce a livello dello stomaco, con una serie di sensazioni fisiche (brontolio, stretta allo stomaco, nausea da fame…), mentre la fame nervosa non ha una vera e propria collocazione fisica. Per essere precisi, in realtà, bisogna specificare che alcuni collocano la fame nervosa a livello della gola, tanto che un’espressione tipica che si riferisce alla voglia di mangiare è: “Mi fa gola!”.
In secondo luogo, è possibile distinguere la fame vera dalla fame nervosa sulla base del tempo e delle modalità. La fame nervosa spinge a cercare molto velocemente una soddisfazione, in genere puntando su cibi consistenti (carboidrati, grassi…), e la velocità con cui essi vengono consumati è altrettanto fulminea. La fame vera, al contrario, pur facendo nascere il bisogno di mangiare, ci dà la possibilità di consumare anche cibi meno consistenti (verdura, frutta…), basta che vadano ad alleviare la sensazione di “buco” allo stomaco.
Paradossalmente, è più facile tollerare la fame vera rispetto alla fame nervosa, tanto che per la fame vera ci concediamo cibi che abbiano una preparazione (pasta, secondi…); la fame nervosa, al contrario, non ammette attese!
A livello del cavo orale, il continuare ad introdurre cibi, al di fuori dei pasti principali (dopo i quali ci laviamo i denti), induce oscillazioni continue del PH e ciò ci espone maggiormente alla demineralizzazione degli elementi dentali e quindi ad un inizio di processo carioso.
QUALCHE DOMANDA PER CAPIRE SE SI SOFFRE DI FAME NERVOSA
Non tutti quelli che soffrono di frequente fame nervosa se ne rendono conto.
Proviamo a vedere insieme qualche domanda utile per porsi il dubbio:
- Stuzzico spesso al di fuori dei pasti o in maniera più abbondante al pasto?
- Se sono annoiato, triste o arrabbiato tendo a mangiare di più (o più spesso)?
- Ho spesso la sensazione di aver perso controllo sul cibo?
- Mi accorgo quando sono sazio? Mangio anche oltre il senso di sazietà?
- Mi capita di sentirmi in colpa o disgustato da me stesso dopo essermi abbuffato?
Queste sono alcune piccole domande di orientamento, nel caso in cui aveste il dubbio di avere un problema di fame nervosa, è consigliabile contattare un esperto del settore (psicologo, nutrizionista, dietista, dietologo…) per far chiarezza ed, eventualmente, affrontarla.
Per approfondimenti, diretta Facebook in collaborazione con Amicodentista: https://www.facebook.com/amicodentista/videos/2286591251665140/



