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HPV: sintomi, trattamenti e vaccino

 

L’infezione da Papilloma Virus Umano (Hpv, Human Papilloma Virus) è un’infezione molto diffusa, trasmessa prevalentemente per via sessuale. Sebbene nella maggior parte dei casi sia transitoria e priva di sintomi evidenti, talvolta si manifesta attraverso lesioni della cute e delle mucose.

In molti sanno che l’Hpv può determinare l’insorgenza di forme tumorali quali il carcinoma della cervice uterina, ad oggi una delle pochissime forme di neoplasia riconosciuta come totalmente riconducibile a un’infezione.

Quello che invece è meno noto è che l’Hpv gioca un ruolo determinante anche nelle lesioni del cavo orale e della laringe. Il virus tende a localizzarsi in particolari regioni del distretto ORL: per il 35% le lesioni compaiono a livello orofaringeo, per il 25.5% nel cavo orale, per il 24% a livello laringeo.

Più frequentemente colpiti risultano gli individui di genere maschile, con un tasso oltre doppio (2.3 volte) rispetto alle femmine; questo dato trova le sue spiegazioni in una minore risposta anticorpale maschile al virus oppure ad una maggiore trasmissibilità nel maschio dell’infezione per via sessuale orale.

A livello mondiale il tasso di diffusione di questo virus arriva oltre il 50% della popolazione, ma in condizioni normali il nostro sistema immunitario funziona in maniera fisiologica e non permette alla patologia di manifestarsi.

È un’infezione che colpisce soprattutto tra i 18 e i 50 anni, entrambi i sessi, ed è favorita dalla scarsa igiene orale, dai rapporti promiscui e dal sesso orale non protetto, ma di base vi deve essere una riduzione o una alterazione del funzionamento del sistema immunitario.

Per i soggetti più giovani maggiore è il numero dei partner e più elevato sarà il rischio d’infezione.

HPV, che tipo di lesioni può provocare?

Questo virus può determinare tre tipi di lesioni:

– il papilloma squamoso molto frequente nel cavo orale in particolare a livello del bordo della lingua, del palato molle, delle tonsille, dei pilastri palatini e dell’ugola;

– la verruca è più frequente a livello della laringe e può determinare quadri clinici anche gravi;

– il condiloma, lesione sessualmente trasmessa, singola o multipla.

È ormai stato ampiamente dimostrato a livello scientifico che il papilloma virus localizzato a livello della mucosa orale e orofaringea può generare tumori maligni, nella fattispecie il Carcinoma squamocellulare. La percentuale di carcinomi del distretto orofaringeo causata da HPV è in continuo aumento da oltre 20 anni (il 69% in Europa, il 73% in Nord America) tanto che ormai l’HPV come fattore di rischio ha superato i ben più noti fumo ed alcool.

Cosa sono i papillomi virus?

I papillomi virus sono un gruppo eterogeneo di virus a DNA che comprendono oltre 100 genotipi. La distinzione importante è quella fra i Low Risk, non oncogeno, che comprende l’HPV 6 e l’HPV 11 e causa la comparsa di lesioni papillomatose, ed un sottogruppo definito High Risk, il più pericoloso, che comprende i sottotipi HPV 16 e 18, responsabili dell’insorgenza di lesioni mucose con un’alta probabilità di trasformazione in cancro. Solo nel 10% dei casi l’infezione diviene persistente poiché l’organismo non riesce a debellare il virus che altera il DNA delle cellule cui si lega, trasformandole in lesioni precancerose o in tumori maligni. Però, è bene evidenziare che le lesioni precancerose a loro volta impiegano per lo più alcuni anni prima di trasformarsi in un carcinoma infiltrante.

Nell’eventualità di infezione cronica, la lesione tumorale si sviluppa in genere nell’arco di 7-15 anni dal contagio. Le ripercussioni patologiche sono legate al tipo di ceppo virale con cui si viene a contatto.

Per questo la diagnosi precoce delle infezioni del cavo orale diventa cruciale.

Le degenerazioni verso le lesioni cancerose sono molto rare nel distretto ORL, ma è fondamentale sempre eseguire un esame istologico della neoformazione asportata per essere certi della natura benigna della stessa.

Se l’esame sarà negativo si parlerà di papilloma squamoso o di verruca e sarà importante che il paziente si sottoponga a controlli a distanza nel tempo.

L’otorinolaringoiatra è lo specialista che valuta, fra gli altri distretti, le lesioni verosimilmente papillomatose che possono comparire in bocca e nel faringe e decide il trattamento migliore (osservazione semplice, controllo a distanza di alcune settimane, biopsia parziale o asportazione completa).

Hpv, quale trattamento?

L’intervento è quasi sempre ambulatoriale, in anestesia locale, mediante l’utilizzo di laser a diodi che permette una exeresi precisa, veloce, senza sanguinamento e senza la necessità della tradizionale sutura della mucosa dopo l’asportazione della lesione.

Una scrupolosa visita specialistica otorinolaringoiatrica con l’utilizzo, ove richiesto, di endoscopi rigidi o flessibili ad alta definizione, consente l’identificazione precoce delle lesioni sospette e la successiva identificazione e genotipizzazione dei virus HPV grazie alle moderne metodiche di biologia molecolare.

Controlli

I soggetti a rischio o i soggetti già affetti dalla patologia devono sottoporsi a controlli periodici sia otorinolaringoiatrici che ginecologici. L’otorinolaringoiatra e il ginecologo, in sinergia, possono programmare per questi pazienti a rischio dei follow-up o controlli ben cadenzati anche per coppia. Quindi la sensazione di corpo estraneo oro-faringeo, il dolore o il bruciore della mucosa orale, il sanguinamento (sebbene infrequente) devono sempre condurre verso una visita specialista e quindi le opportune cure del caso utilizzando anche in questo caso tecniche di chirurgia mini-invasiva, rapida, indolore, ambulatoriale, eseguibile in anestesia locale senza alcuna particolare precauzione durante il post-operatorio. Il trattamento laser ormai è il trattamento di elezione per la gran parte delle patologie otorinolaringoiatriche.

Vaccino contro HPV

Dobbiamo ricordare che il papilloma virus è il principale responsabile del carcinoma del collo dell’utero. Il tumore della cervice uterina può essere diagnosticato in fase precoce, addirittura si possono rilevare delle lesioni precancerose. Non tutte le lesioni precancerose daranno origine a tumore, in molti casi possono regredire spontaneamente. Sono diversi gli esami per identificare il genotipo e diagnosticare eventuali lesioni. Si parte dall’ HPV test che fornisce informazioni sul tipo di virus eventualmente presente, il pap test permette di individuare le lesioni, la colposcopia è un esame di secondo livello che permette di evidenziare la sede precisa delle lesioni, in modo da effettuare biopsie mirate e di procedere al loro trattamento.

La prevenzione primaria avviene mediante vaccinazione e costituisce oggi la via più efficace e sicura per combattere il rischio di infezione da HPV.

I vaccini disponibili sono tre: bivalente, quadrivalente e, dal 2017, 9-valente. Tutti sono indicati contro i ceppi 16 e 18 responsabili della formazione di lesioni neoplastiche nell’orofaringe e nella cervice uterina.

Oltre a garantire questa protezione il vaccino quadrivalente il 9-valente prevengono la formazione dei condilomi genitali, maschili e femminili, causata dai rispettivi ceppi virali (HPV 6 e 11).

Dal 2017 è disponibile il vaccino 9-valente, che amplia ulteriormente la protezione contro le classi virali oncogene.

Il Piano Nazionale di Prevenzione vaccinale 2017-19 ha inserito la vaccinazione anti-HPV nel calendario vaccinale per tutti gli adolescenti (di sesso femminile e maschile) a partire dal dodicesimo anno di età.

Infatti visto che la trasmissione dell’infezione da HPV avviene per contatti principalmente sessuali, la vaccinazione della popolazione maschile dovrebbe aumentare la protezione di maschi e femmine anche per una ridotta circolazione dei virus.

Grandi aspettative si hanno anche per la prevenzione dei tumori del cavo orale Hpv-correlati, spesso causati dall’Hpv di tipo 16.

Nessuno screening è tuttora previsto per questi tumori che stanno aumentando di incidenza e i vaccini saranno una grande opportunità di prevenzione.

La condizione ideale è vaccinare pazienti che ancora non abbiano iniziato l’attività sessuale: la protezione offerta si abbassa notevolmente se il soggetto è già venuto a contatto con uno dei ceppi contro cui il vaccino è diretto.

Al di là di questa evenienza, i risultati degli studi clinici riportano una considerevole efficacia preventiva dei vaccini (circa del 98%). Completano il profilo vaccinale, oltre all’efficacia, un alto livello di sicurezza e tollerabilità.

Dott. Francesco Mancini
Otorinolaringoiatra