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I DUBBI DELLE NEOMAMME

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Anche se si hanno quasi 40 settimane per prepararsi all’arrivo del proprio bambino, in realtà non si è mai realmente pronte. Nella testa della neomamma già verso la fine della gravidanza, frullano dubbi e mille domande, una fase naturale che precede quasi sempre ogni grande cambiamento.

Un buon corso di accompagnamento alla nascita e una solida rete postparto, sono sicuramente un valido aiuto, per affrontare questa nuova fase della vita.

Negli anni della mia professione, ho avuto modo di rispondere a tantissime mamme.

Ecco i principali dubbi di una neomamma.

– Il mio latte è nutriente e sarà abbastanza per il mio bambino?

L’allattamento al seno, se non ben supportato da persone vicine (il papà in primis) può mandare in crisi una neomamma. Il latte materno è specie specifico, perciò produciamo sempre un latte nutriente per il nostro bambino. Per quanto riguarda la quantità invece, dipende molto dalle volte in cui il bambino è attaccato al seno (allattamento a richiesta), da un attacco e una suzione valida. In Italia, la percentuale di donne che per una patologia come l’ipogalattia non producono una quantità di latte sufficiente per il proprio bambino, è del 3%.

– Il mio bambino cresce abbastanza?

Indipendentemente dal tipo di latte, materno o artificiale, il bambino deve aumentare di circa 120 gr a settimana nei primi tre mesi di vita. Da specificare che ogni bambino è a sé, ci sono alcuni che mettono più grammi a settimana, altri meno, l’importante è che stiano bene. In particolar modo nel neonato vanno controllati i pannolini di pipì, che devono essere almeno 6/7 nelle 24 ore. Per ogni dubbio, consiglio sempre di rivolgersi alla propria ostetrica e al pediatra di fiducia.

– Perché si sveglia di notte?

Spesso per i neogenitori (metto dentro anche i papà), è inconcepibile che non si dorma di notte. Ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi ritmi legati al ciclo fame-sazietà. L’alternanza sonno-veglia dei piccoli è legata ad istinti primari come la fame e la sete: nei primi giorni e nelle prime settimane di vita le poppate saranno più frequenti per soddisfare il suo naturale bisogno di crescita e andranno via via riducendosi con il tempo. I risvegli notturni (purtroppo per i genitori) sono fisiologici fino ai 6 anni di età del bambino. Ci tengo a precisare che i risvegli (in particolar modo nei neonati), non sono dovuti al tipo di latte somministrato, che sia materno o artificiale, se si devono svegliare, si svegliano!

– Il mio bambino piange, ed ora?

Spesso la neomamma si trova in difficoltà o si sente a disagio, non sapendo cosa fare, quando il proprio bambino piange. Il pianto è uno dei pochi modi di comunicare che hanno i neonati e dopo qualche tempo, la mamma riuscirà a riconoscere il significato di ogni pianto. Nel frattempo, bisogna armarsi di tanta pazienza e andare per tentativi.

Dott.ssa Raffaella Addenzio, Ostetrica e Consulente del Portare

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