Mondo dentisti

Stress da covid: è boom di problemi dentali

Tante zollette di zucchero bianco poste in modo da formare un dente. Alcune zollette di zucchero marrone simboleggiano la carie.

Più ansia, più stress, più disturbi del sonno. La pandemia di covid19 ha portato anche questo. Tra lockdown, lavoro a distanza e incertezza per il futuro, il benessere mentale di tanti si è compromesso. E questo ha inciso (anche) sul benessere orale.

Bite e fratture dei denti: è boom di richieste

La tensione porta a contrarre i muscoli. Compresi quelli facciali. Una persona stressata, infatti, tende a serrare con forza i denti o digrignarli nella notte. Le conseguenze sono dirette: denti rovinati o spezzati. I problemi più frequenti sono quelli di bruxismo, denti rotti e carie.

I dati arrivano dagli Stati Uniti. Ma il trend, secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), non è poi così diverso da quello italiano. Rispetto al 2019, negli Stati Uniti quest’anno si è registrato un:

  • +18% carie;
  •  +30% richieste di bite per il bruxismo (mascherine per contenere il digrignamento dei denti durante il sonno);
  • +120% delle fratture dentali;

«Dopo il lockdown abbiamo registrato un peggioramento delle condizioni orali e parodontali e la complicanza delle fratture dentali è fra quelle più frequentemente riscontrate –  spiega il presidente della SIdP, Luca Landi -. Il problema, oltre alla mancanza di visite di controllo e alla scarsa igiene orale, è riconducibile anche alla maggiore ansia determinata dal distanziamento sociale. Molte persone infatti tendono a somatizzare il disagio e lo stress a livello del cavo orale, con comportamenti come il bruxismo o il serramento dei denti che a lungo andare possono deteriorare la superficie dentale e causare fratture, dolore alla mascella, sensibilità dentale, emicrania e aumento della mobilità dei denti nei pazienti con parodontite più grave».

Fratture dentali: cause, tipi e rimedi

L’aumento maggiore (+120%) si è registrato per quanto riguarda le fratture dentali. Situazioni di questo tipo si possono verificare in diverse occasioni. Le principali sono:

  • Traumi (ad esempio incidenti o cadute);
  • Masticare qualcosa di molto duro;
  • La carenza di tessuto osseo dovuta all’età avanzata;
  • Il bruxismo (digrignare i denti nella notte, atto generalmente dato dallo stress);
  • Denti più fragili (fattore legato all’età).

A prescindere dalle cause del danno, le fratture dentali possono essere suddivise in due macro-tipologie:

  • Fratture parziali: la parte rotta del dente è inferiore alla metà dell’elemento dentale.
  • Fratture complete: il dente si spezza a metà.

La frattura di un dente non va sottovalutata. E’ opportuno recarsi il prima possibile da un dentista, non solo per il disagio estetico che la perdita o la rottura di un dente possono comportare, ma anche e soprattuto per eventuali conseguenze funzionali. Dopo un’attenta visita, il proprio dentista di fiducia potrà quindi procedere. Le strade percorribili, solitamente, sono:

  • Rimodellamento: se la parte scheggiata del dente è piccola, è possibile intervenire semplicemente arrotondando e lucidando i bordi;
  • Intarsio in ceramica: utilizzabile in caso di scheggiature più ampie;
  • Corona su dente naturale;
  • Otturazione;
  • Devitalizzazione;
  • Cura canalare: qualora ci sia una frattura che interessa gran parte della corona, con il nervo coinvolto, è necessaria la cura canalare con successiva ricostruzione con perno/moncone e incapsulamento.

Qualora dovesse essere necessario estrarre il dente, è opportuno valutare l’installazione di un impianto dentale.

Che fare?

Il consiglio è quello di non rimandare gli appuntamenti di controllo con il proprio professionista dentale, neanche in periodo covid. Gli studi odontoiatrici, infatti, seguono rigide norme di prevenzione contro la diffusione del virus.

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