La prevenzione e la terapia del diabete mellito passano anche dall’alimentazione. Soprattutto quando si parla di diabete di tipo 2 (quello presente con maggiore incidenza). Il cibo, tuttavia, non sostituisce la terapia farmacologica prescritta dallo specialista.
Vediamo in che modo la dieta può essere d’aiuto qualora si soffra di diabete.
Il diabete
Il diabete può essere:
- diabete di tipo 1
- diabete di tipo 2
- diabete gestazionale
Il diabete, sia di tipo 1 che di di tipo 2, si manifesta con alti valori di glicemia nel sangue. A differenza del diabete di tipo 1 (dove l’insulina è completamente assente) nel diabete di tipo 2 l’insulina c’è ma non funziona correttamente o le cellule del nostro corpo non rispondono a questo ormone, di conseguenza il glucosio non riesce ad entrare all’interno delle cellule e resta nel sangue, creando quindi una situazione di iperglicemia (insulino-resistenza).
Uno stile di vita corretto, che comprende alimentazione e attività fisica è il primo step per tenere controllato il diabete. È consigliata una dieta completa che comprenda tutti i macro nutrienti (carboidrati- lipidi- proteine). Per questo motivo le persone affette da diabete dovrebbero essere seguite da un nutrizionista durante tutta la malattia, in modo da definire un piano alimentare personalizzato in base alle necessità, abitudini e stile di vita.
Alimentazione per diabete di tipo 1
Nei pazienti affetti da diabete di tipo 1 non è necessario seguire una dieta restrittiva o ipocalorica. Anzi, il consiglio è quello di seguire un piano alimentare bilanciato e completo, calibrandolo in base alla propria terapia insulinica. Per farlo, ovviamente, è necessario il supporto di uno specialista dell’alimentazione, in modo da evitare i cali ipoglicemici.
Indicazioni generali possono essere:
- ridurre il consumo di zuccheri semplici (zucchero da tavola, merendine confezionate, caramelle, biscotti industriali, ecc) e grassi (soprattutto quelli di origine animale)
- aumentare l’apporto di fibre (frutta e verdura di stagione, legumi).
- E’ utile, inoltre, conoscere l’indice glicemico degli alimenti per poter creare un pasto bilanciato.
Alimentazione per diabete di tipo 2
Il diabete di tipo 2 è la tipologia di diabete più frequente ed è generalmente legato allo stile di vita della persona: dieta scorretta, eccesso di carboidrati, aumento della massa grassa e sedentarietà influiscono negativamente sul metabolismo glucidico, andando a instaurare un quadro di insulino-resistenza. Quindi una dieta equilibrata abbinata all’attività fisica sono la chiave per mantenere sotto controllo il peso corporeo e di conseguenza il diabete.
Indicazioni generali possono essere:
- aumentare l’attività fisica (30 minuti al giorno)
- seguire una dieta bilanciata completa di tutti i macro-nutrienti (carboidrati, lipidi e proteine)
- limitare il consumo di zuccheri semplici (zucchero da tavola, merendine confezionate, caramelle, biscotti industriali, ecc)
- evitare grassi (soprattutto quelli di origine animale)
- aumentare invece l’apporto di fibre (frutta e verdura di stagione, legumi).
- E’ utile, inoltre, conoscere l’indice glicemico degli alimenti per poter creare un pasto bilanciato.
Dieta per diabete gestazionale
Il diabete gestazionale insorge durante la gravidanza e generalmente scompare una volta che il parto è avvenuto. Non appena si viene a sapere di soffrire di questa patologia, diventa necessario essere seguite da un professionista dell’ambito nutrizionale in modo tale da creare un piano alimentare ad hoc in base alle esigenze nutrizionali della mamma e del bambino in arrivo.
Fermo restando la assoluta personalizzazione di un piano alimentare e la necessità di consulto ad hoc con uno specialista, le raccomandazioni generiche possono essere:
- non saltare i pasti, soprattutto la colazione. Fare 5 pasti al giorno: colazione, spuntino, pranzo, spuntino, cena.
- scegliere alimenti a basso indice glicemico (pasta e riso integrali, legumi)
- mangiare frutta e verdura di stagione
- evitare zuccheri semplici (zucchero da tavola, merendine confezionate, caramelle, biscotti industriali, bevande zuccherate, ecc)
- imparare a leggere le etichette per trovare ed evitare gli zuccheri nascosti nei cibi
- includere una buona quota proteica nella propria alimentazione
Che cos’è l’indice glicemico e perché è importante
Per i pazienti diabetici l’indice glicemico deve essere un fattore importante da tenere in considerazione per calibrare il pasto e dunque la scelta degli alimenti. L’indice glicemico è il valore che indica la capacità di un alimento di far aumentare la glicemia dopo aver mangiato. E’ più corretto parlare di indice glicemico del pasto piuttosto che del singolo alimento perché anche il modo in cui abbiniamo o cuciniamo il cibo può incidere notevolmente su questo valore. Ad esempio: è meglio preferire, se possibile, verdure crude o con cotture brevi (cottura al vapore o al cartoccio), limitando fritture e rosolature.
L’indice glicemico viene misurato attraverso una scala di valori che va da 0 a 100:
- basso indice glicemico: valore uguale o inferiore a 55;
- medio: il valore oscilla tra i 56 e i 69;
- alto se supera i 70.
Quali alimenti abbassano la glicemia?
Sicuramente conoscere quali sono i cibi con un indice glicemico medio-basso ci può aiutare nella scelta più consapevole del pasto. Quindi è meglio preferire carboidrati a basso indice glicemico come cereali integrali (orzo, avena, farro, quinoa e grano saraceno), oppure abbinare le proteine a una porzione di verdura per limitare l’assorbimento di zuccheri grazie alla fibre solubili. Altri alimenti a basso indice glicemico sono i legumi e le verdure.
Le fonti proteiche di origine animale evitano i picchi glicemici:
- Carne bianca (basso indice glicemico)
- Pesce di tutti i tipi
Sul sito dell’Unione Tecnica Italiana Farmacisti è possibile consultare una tabella piuttosto esaustiva sull’indice glicemico di vari alimenti.
Ci sono cibi da evitare con il diabete?
Non c’è nessuna alimento da evitare o demonizzare a prescindere, ma è importante determinare la frequenza e le modalità/abbinamento di assunzione. I cibi da ridurre sono:
- zuccheri raffinati (attenzione agli zuccheri nascosti!),
- bevande zuccherate,
- caramelle,
- patatine fritte,
- croissant.
Esempio di dieta per diabete
La dieta per il diabete deve essere suddivisa in cinque pasti al giorno: colazione, spuntino di metà mattina, pranzo, merenda e cena. E’ importante non saltare nessun pasto per evitare picchi ipoglicemici. Il consiglio è quello di seguire un’alimentazione mediterranea, prediligendo frutta e verdura di stagione, riducendo il consumo di cibi raffinati e carni rosse e processate.
Vediamo insieme un esempio di un piano alimentare:
- La colazione deve fornire la giusta carica energetica per evitare il picco glicemico e il conseguente attacco di fame. Quindi è importante bilanciare i nutrienti. Un esempio potrebbe essere: porridge (fiocchi d’avena + latte scremato) o una porzione di frutta fresca o secca a basso indice glicemico;
- Pranzo: pesce azzurro o carne bianca, porzione di verdura o pane integrale tostato;
- Come spuntino di metà mattina o pomeriggio prediligere un frutto come: agrumi, fragole, mele, pere, pesche e prugne (banana e anguria hanno un indice glicemico più elevato). Altre idee possono essere: yogurt naturale o greco, frutta secca, una fetta di pane integrale tostato con hummus di ceci.
- Cena: pasta integrale al dente con pesto e porzione di verdura
Ricordiamo che il piano alimentare deve essere personalizzato in base alle esigenze e allo stile di vita del paziente. Per questo è sempre importante rivolgersi a un professionista dell’alimentazione, senza improvvisare.
Fonti:
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