Fisioterapia

Lesioni alla cuffia dei rotatori: sintomi, cause e rimedi

Un fisioterapista tratta un paziente alla spalla
Foto di Ryutaro Tsukata da Pexels

Un movimento errato durante un pomeriggio dedicato al giardinaggio, una caduta dalla bicicletta o un tiro non ben piazzato a baseball. Le cause di una lesione alla spalla possono essere diverse. Ma spesso l’interessata è la cuffia dei rotatori, un complesso formato da muscoli e tendini che – se infiammato – può portare molto dolore.

Cos’è la cuffia dei rotatori?

La cuffia dei rotatori è il complesso muscolo – tendineo che si estende dalla scapola all’omero avvolgendo l’articolazione gleno-omerale (ovvero la spalla). La sua funzione principale è quella di stabilizzare l’articolazione della spalla, infatti questi muscoli lavorano per mantenere l’omero nella corretta posizione durante i movimenti (rotazione e sollevamento delle braccia).

La cuffia dei rotatori è composta da quattro muscoli (e relativi tendini):

  • Sovraspinato;
  • Sottospinato;
  • Piccolo rotondo;
  • Sottoscapolare.

I primi tre si trovano sulla superficie posteriore della scapola, mentre il quarto è situato sulla superficie anteriore.

Problemi alla cuffia dei rotatori

La cuffia dei rotatori è spesso la causa della maggior parte delle sintomatologie dolorose riferite alla spalla. Tra i problemi che si possono presentare:

  • Lesione del tendine: può essere parziale o integrale;
  • Tendinopatia: stato degenerativo di uno dei tendini;
  • Borsite: infiammazione di una delle borse della cuffia dei rotatori;
  • Instabilità di spalla: incapacità delle strutture della spalla di mantenere l’articolazione stabile, spesso post traumatica (lussazione), lassità congenita o legata a debolezza della cuffia dei rotatori.

Sintomi

Una lesione o una tendinopatia alla spalla si manifesta con un insieme di sintomi:

  • Dolore più o meno localizzato all’altezza della spalla a riposo e / durante i movimenti;
  • Debolezza muscolare della spalla interessata;
  • Riduzione della capacità di ampiezza di movimento dell’articolazione.

Le possibili cause

  • Trauma: evento acuto che ha portato a una lesione dei tessuti (ad esempio un incidente stradale, un colpo durante uno sport di contatto, una caduta accidentale);
  • Sovraccarico funzionale, ossia la ripetizione eccessiva di un gesto o di un movimento altrimenti innocuo che, invece, ripetuto molte volte e in un periodo concentrato nel tempo può causare un danno meccanico ai tessuti tra omero e scapola (ad esempio: sollevamento di pesi durante il lavoro, sovra allenamento in palestra, lancio della palla a baseball, pallavolo o pallanuoto);
  • Posture errate e mantenute a lungo (come ad esempio la postura cifotica che può portare a stress eccessivi sulla cuffia);
  • Usura dei tessuti o loro naturale degenerazione dovuta all’invecchiamento.

Il dolore, inoltre, può farsi più acuto e intenso, in compresenza di fattori non meccanici come stress ed ansia che possono aumentare la percezione del dolore.

Percorso di recupero

Recuperare una lesione alla cuffia dei rotatori è possibile. Per farlo al meglio ed evitare ricadute è importante affidarsi a un medico specialista in Ortopedia e a un fisioterapista che possano consigliare un percorso riabilitativo personalizzato basato sul proprio stato di salute e sulle proprie necessità.

La chiave per il recupero funzionale a lungo termino, comunque, è l’esercizio.

Il percorso di recupero può prevedere:

  • Riposo;
  • Fisioterapia;
  • Medicinali e/o infiltrazioni (su indicazione medica)
  • Operazione chirurgica (nei casi più gravi).

La tempistica di un percorso di recupero di questo tipo è variabile.

Come funziona la visita con il fisioterapista?

Quando si presenta un danno alla cuffia dei rotatori, la fisioterapia è molto importante per recuperare le funzionalità della spalla. La visita seguirà – a grandi linee – questi passaggi:

  • Valutazione del Paziente e della sintomatologia (capacità di movimento della spalla, della scapola e della postura);
  • Verifica di quali movimenti sono inibiti, quali provocano dolore e quale è l’intensità del dolore avvertito;
  • Raccolta di tutte le informazioni necessarie dal Paziente: se si è coscienti di quale può essere stata la causa del problema, da quanto lo si avverte, ecc.;
  • Eventuali test funzionali (es. test di Jobe)
  • Terapia fisioterapica che può comporsi di mobilizzazioni e manipolazioni atte a ridurre il dolore e recuperare il movimento;
  • Programma di esercizi studiati ad hoc e mirati per la problematica del Paziente (importante che questi siano eseguiti in modo progressivo e graduale, senza esagerare).

Ad oggi la chiave per un buon recupero funzionale a lungo termine è l’esercizio terapeutico al fine di ripristinare le proprietà meccaniche del tendine, di rinforzare la muscolatura e ripristinare le abilità perse.

Dott.ssa Greta Caramenti
Fisioterapista

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NB: le informazioni riportate in questo articolo non sostituiscono in alcun modo un consulto, una visita o una diagnosi fornita da un medico o da un professionista sanitario. In caso di necessità, rivolgersi al proprio medico curante.