Mondo dentisti

Perché non puoi fare a meno del fluoro per la salute orale

Un dentifricio e uno spazzolino da denti

Un po’ come la criptonite per Superman, il fluoro è il peggior nemico della carie. Questa sostanza, infatti, è riconosciuta universalmente come la pietra miliare della prevenzione della patologia cariosa. Proprio per questo la sua assunzione è raccomandata fin da bambini.

Che cos’è la carie?

La carie è una delle malattie croniche più diffuse al mondo. Nel dettaglio si tratta di una patologia multifattoriale a carattere infettivo: i batteri responsabili della carie (in particolare streptococco mutans e lactobacilli) attaccano e distruggono lo smalto, ossia la parte più dura ed esterna del dente. Se non intercettata in tempo, invece, la carie può arrivare fino all’interno dell’elemento dentale: alla dentina e alla polpa. Il tutto, ovviamente, causando molto dolore.

In Italia la patologia cariosa colpisce soprattutto i soggetti in età evolutiva: i più piccoli, infatti, sono la fetta di popolazione più a rischio. Uno studio epidemiologico su scala nazionale realizzato nei primi anni Duemila dal Centro di Collaborazione OMS per l’Epidemiologia e l’Odontoiatria di Comunità (Milano) ha rivelato come la prevalenza della carie si attestasse al 21,6% tra i bambini di 4 anni e al 43,1% tra i 12enni. I fattori di rischio – come ricorda anche il Ministero della Salute – sono molteplici: elevata concentrazione di batteri cariogeni, abitudini alimentari inappropriate, un inadeguato flusso salivare, un’esposizione al fluoro insufficiente, una scarsa igiene orale e un basso stato socio-economico.

Intervenire sulla lesione cariosa, curando il segno clinico della malattia, è importante ma non è abbastanza. O almeno, non tanto da evitare con assoluta certezza il ripresentarsi della carie. Per questo gioca un ruolo fondamentale la prevenzione.

Il ruolo del fluoro contro la carie

Se prevenire è essenziale contro la carie, l’arma più importante in questa lotta è il fluoro. Ad ogni età. A dirlo sono le “Linee guida nazionali per la promozione della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età evolutiva” pubblicate dal Ministero della Salute.

L’assunzione delle quantità necessarie di fluoro (detta anche fluoroprofilassi) avviene:

  • Per via sistemica: è il caso delle pastigliette di fluoro da ingerire;
  • Per via topica: ossia attraverso mezzi che forniscono il fluoro in concentrazioni elevate alle superfici dei denti per un effetto protettivo locale. Si tratta di soluzioni non pensate per essere ingerite. In poche parole: dentifricio, gel o collutorio. Ad oggi, queste sono le soluzioni considerate più efficaci. Anche più di quelle tramite somministrazione sistemica. Per avere il massimo dei benefici dal fluoro contenuto nel dentifricio l’ideale è non risciacquare o ridurre al minimo il risciacquo, dopo lo spazzolamento (una chicca: per massimizzare l’effetto del fluoro, risciaquare con il collutorio).

Il fluoro nell’acqua

Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità «le acque italiane sono infatti in genere sufficientemente ricche in fluoro, tanto da non rendere consigliabile un’addizione farmacologia o nelle acque potabili. Si stima che la media nazionale di fluoro nelle acque sia di circa 1 mg/l. Ciò forse spiega la carenza di provvedimenti e normative riguardanti l’addizione artificiale di fluoro nelle acque potabili». Il fluoro, nella nostra Penisola, si può trovare anche nell’acqua in bottiglia. La concentrazione di fluoro considerata ottimale per la prevenzione della carie è pari a 0.7 mg/l.

Fluoro e dentifricio

  • Un dentifricio, per prevenire la carie, deve avere almeno 1000 ppm di fluoro. Quindi diventa molto importante leggere bene l’etichetta.
  • Non esagerare con le dosi: basta tanto dentifricio quanto un pisellino verde (pea-size);
  • Per i bambini: usare sempre il dentifricio sotto la supervisione di un adulto (non ingerire per scongiurare il rischio di fluorosi);
  • Frequenza: usarlo due/tre volte al giorno.

La fluorosi: quando troppo fluoro fa male

Come in tutte le cose è necessaria la giusta misura: assumere troppo fluoro, per troppo tempo, può causare fluorosi dentale. Questa patologia comporta macchie bianche sullo smalto. I soggetti più a rischio sono i bambini: i piccoli, infatti, non sapendo ancora ben controllare il riflesso della deglutizione, tendono a ingerire involontariamente parte del dentifricio usato per lavare i dentini. Con la deglutizione, quindi, l’apporto è in via sistemica. Un’assunzione eccessiva e protratta nel tempo di fluoro, (acqua fluorata, dentifricio, supplementi fluorati, latte in formula) durante l’età pediatrica può essere causa di fluorosi dentale.

Quando un bimbo usa il dentifricio, quindi, è assolutamente necessaria la presenza di un adulto insieme a lui. La dose consigliata è quella di un pisellino (pea-size) per ridurre al minimo il rischio di fluorosi.

Dott.ssa Carola Romanò
Igienista dentale

 

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