Interviste

Emicrania, come nasce e come combatterla

L’emicrania è una cefalea comune ma complessa  e una delle malattie più invalidanti a livello globale. È caratterizzata da attacchi ricorrenti di mal di testa pulsante da moderato a grave, che sono in genere unilaterali e associati a nausea, vomito e / o fotofobia e fonofobia.   Si stima che colpisca il 15% delle persone in tutto il mondo  (almeno 6 milioni di italiani ) e una prevalenza maggiore nelle donne, mentre la prevalenza dell’emicrania cronica nella popolazione generale è stimata allo 1% -2% (600.000-1milione di Italiani).  I fattori di rischio per l’insorgenza di una emicrania cronica comprendono un elevato numero di giorni di mal di testa al mese,  la depressione e l’abuso di  farmaci antiemicranici.

I costi socioeconomici associati all’emicrania, nonché l’impatto negativo sulla qualità della vita, aumentano proporzionalmente al  numero di giorni mensili di emicrania vissuti dal paziente. L’emicrania esercita un impatto molto severo sulle attività quotidiane domestiche, scolastiche, lavorative e di svago, specialmente nella donna: il 28% delle pazienti (17,7%  nei pazienti di sesso maschile) riferisce di aver perso >10 giorni di attività negli ultimi 3 mesi.  Il costo medio annuo per emicrania per ogni singolo paziente è in Europa pari a 1222 euro. Il 90% dei costi è di tipo indiretto e imputabile a ridotta produttività (€ 765) nonché assenteismo (€ 371).

L’obiettivo del trattamento dell’emicrania è il controllo dei sintomi per ridurre al minimo l’impatto della malattia sulla qualità della vita del paziente. Durante la gestione dell’emicrania, è necessario un controllo clinico periodico per garantire il raggiungimento di un trattamento ottimale. Le esigenze del paziente potrebbero cambiare poiché l’emicrania ha un andamento variabile  nel tempo e nel corso della malattia possono associarsi altre patologie.

Una parte importante della gestione dell’emicrania è l’identificazione dei fattori predisponenti e scatenanti.

Quali sono i fattori predisponenti all’emicrania?

I fattori predisponenti riconosciuti per l’emicrania includono:

  • Lo Stress: l stress ed emicrania sono connessi in un circolo vizioso. Mentre lo stresso può causa l’emicrania, più attacchi producono innegabilmente più stress.  E’ anche vero il contrario in quanto, quando i livelli sono elevati costantemente, il calo di stress (es. week end ) produce un attacco di emicrania severa.  Una corretta gestione dello stress prevede: stabilire  delle priorità,  riservarsi del tempo alla propria persona, mantenere rapporti sociali, conservare la comunicazione di necessità e sentimenti, regolare la qualità e quantità del sonno
  • La depressione e l’ansia: i pazienti  che presentano anche patologie della sfera affettiva devono ricevere una terapia specifica per queste condizioni.
  • Le mestruazioni: per molte donne, i cambiamenti ormonali possono essere sia un fattore predisponente che scatenante per le emicranie.
  • Un trauma cranico o cervicale: la gestione  di un pregresso trauma deve includere  anche la fisioterapia ed eventuali infiltrazioni locali .

Per molti pazienti, non viene identificato alcun  fattore scatenante evidente per l’emicrania. Se possibile, è necessario evitare i fattori scatenanti  identificati, ma alcuni potrebbero essere inevitabili.

Quali sono i fattori scatenanti dell’emicrania?

  • Rilassamento dopo lo stress: quando i livelli sono elevati costantemente, la riduzione  dello stress (es. week end ) produce un attacco di emicrania severa.
  • Cambiamenti nell’abitudine, come pasti mancanti, sonno troppo o troppo poco.
  • Una riduzione della glicemia, come per esempio quando si ritarda un pasto possono favorire l’insorgenza di una emicrania in grandi e piccini. Pasti piccoli ma frequenti rappresentano un modo per evitare alcune emicranie.
  • I disturbi del sonno sono comuni tra i pazienti che soffrono di emicrania, 2/3 dei pazienti con emicrania cronica soffrono di insonnia a vario livello (difficoltà di addormentarsi, risvegli notturni o nell’ultima fase del sonno). Il paziente emicranico dovrebbe  stabilire un regolare programma di sonno  con orari fissi di addormentamento e di sveglia, effettuare tecniche di rilassamento prima del sonno,  evitare caffeina , nicotina ed alcool nel pomeriggio, valutare bene l’ambiente dove si dorme.  Il ritmo sonno-veglia va conservato se possibile anche al di fuori delle giornate lavorative, addormentarsi tardi al sabato e/o svegliarsi molto tardi alla domenica  può provocare una emicrania al risveglio.
  • Luci intense e rumore forte, che possono indurre stress se protratti nel tempo (ad es. in ambiente lavorativo)
  • I trigger dietetici sono meno comuni di quanto si creda ampiamente. Un alimento è considerato un fattore scatenante se l’emicrania si verifica entro 6 ore dall’assunzione, l’effetto è riproducibile e l’astinenza porta a un miglioramento. I veri fattori scatenanti nella dieta sono generalmente ben identificabili  per il paziente. L’alcol è un fattore scatenante comune per alcuni pazienti sensibili. E’ noto che in alcuni emicranici (solo in alcuni) sostanze come il cioccolato, formaggi, salumi, e i conservanti (nitrati, nitriti, dolcificanti, il glutammato di sodio)  possono indurre   un attacco di emicrania. La dieta ha può avere un effetto sull’emicrania in particolare nelle donne attraverso meccanismi indiretti. Non esiste comunque una “dieta” per l’emicranico che deve solo eliminare eventuali alimenti che individualmente sono dei fattori scatenanti. Le  “diete per l’emicrania” rivestono  solo un valore puramente estetico. I dati della letteratura riportano inoltre che  il sovrappeso o l’obesità aumentano di tre volte il rischio di soffrire di emicrania e e di peggiorarla se già presente.  Per migliorare il proprio piano nutrizionale occorre quindi non saltare i pasti, effettuare 5 pasti al giorno, bere almeno un litro e mezzo di H2O,  evitare eventuali cibi scatenanti ed in generale diete rigide.
  • La disidratazione è un fattore  scatenante facilmente evitabile ma spesso sottovalutato.  I soggetti emicranici posso presentare un attacco anche con un disidratazione lieve  sia in estate  ma anche nei mesi freddi. E’ importante riconoscere uno stato di disidratazione che potrebbe dipendere da sostanze come caffeina, alcool ed alcuni farmaci.  In alcune circostanze poi lo si può prevenire  come durante l’ attività fisica, febbre vomito o diarrea e voli aerei.  Per una corretta idratazione occorre: assumere bevande evitando quelle che contengono caffeina o alcolici (una bottiglia vicina aiuta a bere di più), consumare cibi ricchi di acqua come frutta e verdura, idratarsi anche un giorno prima di un’attività fisica bere di più se febbre vomito o diarrea.
  • L’esercizio fisico intenso può portare a un attacco di emicrania se il paziente non è abituato.  Il rapporto emicrania esercizio fisico è comunque controverso in quanto se il paziente tende ad effettuare progressivamente un’ attività fisica regolare questo si traduce in una diminuzione  della frequenza, dura ed intensità  degli attacchi emicranici. E’ raccomandabile effettuare almeno  una attività aerobica regolare come la camminata veloce, la bicicletta, ballare la zumba non meno di 40 minuti tre volte alla settimana. La giornata ideale dovrebbe essere quella in cui si percorrono 8-10.000 passi.
  • Mestruazioni: una piccola percentuale di donne ha attacchi di emicrania che si verificano esclusivamente entro o vicino ai primi giorni del loro ciclo mestruale, soddisfacendo i criteri diagnostici per l’emicrania mestruale pura. Le donne con questa diagnosi possono beneficiare di interventi specifici, tra cui diverse opzioni ormonali, per la gestione dell’emicrania.

Un aiuto: il diario per la cefalea

Un diario dei fattori scatenanti, nell’ambito di un diario per la cefalea  (Headapp) può essere utile se il paziente manifesta frequenti attacchi di emicrania. I pazienti  possono così identificare i vari  fattori che possono influenzare contemporaneamente gli attacchi di emicrania.

Un’attenzione allo stile di vita e alle abitudini può prevenire o ritardare la progressione dell’emicrania.

Prof. Fabio Antonaci
Neurologo