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Recessione gengivale: cause e rimedi

Foto di Karolina Grabowska da Pexels

Un piccolo taglietto, la gengiva che si ritrae e un dente scoperto. La recessione gengivale inizia in sordina, ma quando poi si manifesta può compromettere l’estetica di un sorriso. Oltre a poter nascondere, come la punta di un iceberg, problemi più gravi come un principio di parodontite (piorrea).

Cos’è la recessione gengivale?

La recessione gengivale si ha quando le gengive si ritirano: il margine gengivale (la parte di gengiva che circonda il dente) si ritrae, lasciando scoperto prima il colletto e poi la radice del dente. Senza la gengiva, la radice del dente non ha più nessuna barriera in grado di proteggerla e così risulta maggiormente esposta all’attacco di batteri, allo sviluppo della carie e alla sensibilità dentale.

Questo problema viene spesso sottovalutato, poichè individuarlo nelle sue prime fasi non è semplice. Le gengive, infatti, si ritirano con un processo lento e graduale. Uno dei primi campanelli d’allarme è la sensibilità dentinale più elevata (fastidio crescente a caldo e freddo).

A livello visivo l’effetto delle recessione gengivale è quello di avere denti “allungati” rispetto allo standard e con una base giallastra (poichè la parte del dente più vicina alla dentina è solitamente più scura). I denti più soggetti a questo fenomeno sono i canini e i premolari. Le recessioni si riscontrano più frequentemente nei pazienti con più di 40 anni, malgrado i primi sintomi possano già presentarsi negli adolescenti.

Quali sono le cause della recessione gengivale?

La recessione gengivale colpisce Pazienti differenti, sia

Le cause che possono contribuire all’insorgenza di recessioni gengivali sono molteplici:

Come bloccare la recessione gengivale

Prevenire e bloccare le recessioni gengivali è possibile. L’arma a nostra disposizione è, ancora una volta, una corretta igiene orale: lavare i denti con una tecnica corretta e strumenti adeguati, due o tre volte al giorno, ricordandosi di passare filo e scovolino è sicuramente un grande deterrente allo sviluppo delle recessioni, poichè evitano l’accumulo di placca e la conseguente formazione di tartaro.

Cosa fare, quindi?

Un altro consiglio è quello di non sottovalutare la situazione e rivolgersi tempestivamente ad un professionista dentale per fare una diagnosi corretta e bloccare la progressione della recessione, oltre che a mantenere i richiami annuali o semestrali di igiene orale professionale.

Le gengive ritirate possono ricrescere da sole?

Le gengive ritirate, colpite da recessione, purtroppo non possono ricrescere da sole. Se la causa del ritirarsi della gengiva non è dovuta a parodontite, l’unica soluzione percorribile è quella di un intervento di chirurgia mucogengivale (da valutare attentamente insieme a un odontoiatra): attraverso un innesto di gengiva (estrapolata solitamente dal palato) o di biomateriali il dentista potrà aiutare il paziente a recuperare l’aspetto estetico del sorriso e ridurre o eliminare del tutto l’ipersensibilità dentale data dalla recessione gengivale.

Rimedi fai da te contro le gengive ritirate: bicarbonato e acqua ossigenata

Non ci sono rimedi fai da te contro la recessione gengivale. Nonostante su internet ci si possa imbattere in articoli che consigliano l’utilizzo di bicarbonato o acqua ossigenata per bloccare il ritiro delle gengive, non vi è alcuna evidenza scientifica a supporto di questa tesi. L’unica soluzione è quella di applicare una corretta igiene orale domiciliare (spazzolare correttamente i denti e utilizzare gli strumenti adatti) e recarsi dal proprio dentista o igienista dentale non appena ci si rende conto dell’inizio di recessione, in modo da poter bloccare il processo di recessione e mantenere gli appuntamenti periodici di igiene orale professionale.

Dott.ssa Carola Romanò
Igienista dentale