La salute della zona pelvica è ancora considerata (troppo spesso) un tabù. E così si rischia di rimandare controlli, convivere con fastidi e ignorare segnali importanti per la nostra salute. Ecco perché è importante parlare di riabilitazione del pavimento pelvico.
Se soffri di perdite, fastidi intimi o semplicemente vuoi rimetterti in forma dopo un parto, potresti aver sentito parlare di un trattamento efficace e indolore: il biofeedback pavimento pelvico. Vediamo insieme cos’è e come funziona.
Cos’è il biofeedback pavimento pelvico?
Immagina di dover allenare un muscolo che non puoi vedere, come ad esempio un muscolo della schiena. Senza avere una visuale diretta, diventa più difficile capire se si stanno facendo i giusti movimenti e si stanno attivando le corrette zone. Questo è quello che succede con il pavimento pelvico. Il pavimento pelvico è infatti un gruppo di muscoli nascosti che chiude il bacino verso il basso e sostiene organi importantissimi come vescica, utero e intestino. Quando lo si deve allenare, non si ha la possibilità di vederlo direttamente. Ed è qui che entra in gioco il biofeedback.
Il biofeedback è uno strumento che funziona come uno specchio. Durante la seduta di riabilitazione, attraverso una piccolissima sonda inserita nel canale vaginale o anale, il macchinario “legge” l’attività dei tuoi muscoli intimi e permette di “vederli” in azione al computer. Mentre fai gli esercizi, guardi uno schermo che ti mostra tramite grafici o suoni quello che sta succedendo. In pratica, la macchina ti fa capire in tempo reale se stai stringendo o rilassando i muscoli nel modo corretto.
L’utilizzo del biofeedback non deve spaventare: è indolore e non invasivo.
A cosa serve il biofeedback pavimento pelvico
L’obiettivo principale di questo trattamento è la rieducazione. Spesso, a causa di gravidanze, età, stress, lavori pesanti o interventi chirurgici, i muscoli pelvici “dimenticano” come fare il loro lavoro.
Possono verificarsi due situazioni:
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I muscoli diventano troppo deboli, faticando a trattenere.
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I muscoli diventano troppo tesi e contratti, causando dolore.
Il biofeedback serve proprio a farti riprendere il controllo di questa zona. Guardando il monitor, impari ad ascoltare il tuo corpo. Capisci subito la differenza tra un muscolo contratto e uno rilassato, e impari ad allenarti in modo mirato e consapevole, senza fare sforzi inutili (come contrarre gli addominali o i glutei al posto del pavimento pelvico).
Quando è indicato l’utilizzo del biofeedback
Il biofeedback può essere un alleato importante nel trattamento di diverse situazioni, sia per le donne che (lo ricordiamo) per gli uomini:
- Incontinenza urinaria: le fastidiose perdite di pipì che capitano quando ridi, tossisci, fai uno starnuto o sollevi un peso.
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Recupero post-parto: per aiutare i tessuti a ritrovare la loro tonicità naturale e prevenire problemi futuri dopo lo stress della gravidanza.
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Dolore pelvico o intimo: fastidi persistenti nel basso ventre o dolore durante i rapporti sessuali (ad esempio: dispaneuria).
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Stitichezza cronica o incontinenza fecale: quando c’è una difficoltà oggettiva nel gestire i muscoli legati all’evacuazione.
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Prevenzione: per rinforzare la zona e prevenire problemi legati all’età, come il prolasso degli organi pelvici.
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