Quando si parla di dieta e alimentazione, il riferimento a diete ricche di proteine e povere di carboidrati è spesso immediato. La dieta chetogenica e la dieta iperproteica sono due modelli dietetici diversi che si caratterizzano per regole differenti e sono indicati per diversi target di pazienti.
Caratteristiche della dieta iperproteica
- Il fabbisogno proteico per le Linee Guida vigenti è di 0,8g di proteine/kg di peso corporeo; una dieta iperproteica supera questo valore, arrivando fino a 1,5-1,8g/kg di proteine per Kg di peso;
- È un regime dietetico dove solitamente si mantiene stabile o si varia poco l’apporto degli altri macronutrienti (carboidrati e grassi), aumentando solo quello di proteine;
- È sconsigliata per soggetti con problemi renali, epatici, in gravidanza e durante l’allattamento.
Caratteristiche della dieta chetogenica
La dieta chetogenica invece si caratterizza per regole più specifiche e ferree da rispettare, poichè si basa sull’induzione della chetosi nell’organismo, processo che richiede tempo e compliance elevata da parte del paziente. La dieta chetogenica nacque intorno al 1920, come protocollo dietetico per curare pazienti affetti da epilessia; verso gli anni ’70 invece venne standardizzato come protocollo per la perdita di peso per soggetti obesi.
Ad oggi è consigliata e proposta da professionisti della nutrizione solo in determinate situazioni:
- Per soggetti con patologie metaboliche gravi;
- Per dimagrimento rapido in soggetti che dovranno sottoporsi a chirurgia bariatrica;
- Per soggetti in stato di obesità e con patologie correlate che rendono critico il quadro clinico;
- Per soggetti con insulino-resistenza
Da questo si deduce che è profondamente sbagliato e pericoloso, intraprendere un percorso con una dieta chetogenica per soggetti sovrappeso o normopeso che desiderano un calo ponderale importante e rapido.
Entrare in un protocollo di dieta chetogenica non è semplice, richiede tempo e molta costanza; la dieta chetogenica classica è infatti caratterizzata da 90% di grassi, 3% di carboidrati e 7% di proteine.
Questa dieta è poco palatabile e una volta raggiunto l’obiettivo, è necessario un lungo processo per reintrodurre in modo graduale e bilanciato tutti i nutrienti nella dieta. Ad oggi viene spesso utilizzato un protocollo dietetico chiamato: VLKD (very low calorie diet), nel quale si mima la condizione metabolica presente durante il digiuno.
Rivolgersi sempre a un professionista
In ogni caso è importante affidarsi a professionisti competenti che sappiano veicolare il paziente verso un percorso dietetico personalizzato ed adatto alle specifiche esigenze del soggetto.
Dottoressa Barbara Citella
Biologa nutrizionista