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Immuni: via ai download, pronta la app anti Covid19

Immuni è arrivata. La app del governo italiano per limitare la diffusione del covid19  è disponibile gratuitamente per i dispositivi Apple e Android. E da pochi giorni, dopo il primo test pilota in Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia, la app è pienamente operativa in tutta Italia. Sono quasi tre milioni gli italiani che l’hanno già scaricata.

Come funziona Immuni?

Immuni funziona sfruttando la tecnologia bluetooth low energy e, come riporta il sito ufficiale della app, non vengono utilizzati dati di geolocalizzazione di alcun genere. L’applicazione non raccoglie e non è in grado di ottenere alcun dato identificativo dell’utente, che si tratti di nome, cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono o indirizzo email. La app per contrastare il nuovo coronavirus riesce quindi a determinare che un contatto fra due utenti è avvenuto, ma non chi siano effettivamente i due utenti o dove si siano incontrati.

A cosa serve Immuni?

Dove scaricare Immuni?

La app si può scaricare da AppStore, Google Play e, presto, da AppGallery (per permettere l’uso anche ad alcuni modelli Huawei). Immuni è gratuita e può essere utilizzata da persone con più di 14 anni. E’ importante che più persone possibili utilizzino questa applicazione: solo così sarà più efficace.

Cosa succede se mi arriva la notifica di contatto con un paziente positivo?

Se Immuni ti invia la notifica di un contatto con un altro utente potenzialmente contagioso, all’interno dell’app stessa troverai le indicazioni per come comportarti. Il suggerimento è quello di mettersi in contatto con il proprio medico di base. Ovviamente non c’è alcun obbligo di seguire le linee dettate da Immuni, ma farlo è vivamente consigliato. Affinchè arrivi una notifica di contatto, si devono verificare queste condizioni:

Sono risultato positivo: cosa succede?

In caso di tampone positivo al Sars-Cov-2 le strutture sanitarie e le ASL ti chiederanno se usi la app Immuni e se sei favorevole a comunicare il tuo codice al sistema. Questo passaggio può essere effettuato solo da operatori sanitari, quindi non c’è il rischio di qualcuno che lanci falsi allarmi. La tutela della privacy è garantita: non verrà comunicato dove e quando è avvenuto il contatto con gli altri utenti.

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