Entrambi sono utilizzati come esami di screening per la prevenzione del tumore al collo dell’utero. Ma Pap test e Hpv Dna Test non sono la stessa cosa. Andiamo a vedere nel dettaglio le differenze: a chi, in che casi e quando sono consigliati.
Che cos’è il tumore al collo dell’utero?
Il tumore al collo dell’utero (anche chiamato tumore alla cervice uterina) è la prima causa di morte per cancro ginecologico. L’incidenza dei casi si concentra soprattutto tra le donne tra i 35 e i 55 anni. E la sua causa, nel 99% di casi, è l’infezione da Papillomavirus.
Il ruolo del papilloma virus
Il papilloma virus (HPV) è il principale responsabile dell’insorgenza del tumore al collo dell’utero. La sua diffusione è altissima tra le persone sessualmente attive: si stima che circa l’80% della popolazione lo contragga almeno una volta nella vita. Contrarre l’HPV, tuttavia, non equivale direttamente a una diagnosi di tumore al collo dell’utero. Nella maggior parte dei casi il virus viene eliminato direttamente dall’organismo e l’infezione scompare spontaneamente dopo 1-2 anni, senza causare lesioni uterine precancerose. In rarissimi casi, quando l’infezione diventa persistente, le lesioni possono degenerare in cancro.
La prevenzione, come sempre, è fondamentale. Soprattutto in questo caso perché il processo di sviluppo del tumore è lento: passano circa 10-15 anni da che l’infezione da papilloma virus porti al cancro. E, dunque, in questo ampio lasso di tempo è possibile monitorare la situazione e prendere tutte le contromisure necessarie.
La diagnosi precoce ha infatti giocato un ruolo fondamentale nel ridurre l’incidenza del tumore alla cervice uterina e la relativa mortalità. Il pap test, introdotto negli anni Cinquanta, è stato il primo esame di screening per la prevenzione di questa patologia. Recentemente è entrato in campo anche l’HPV DNA test, che permette di rilevare la presenza di DNA di ceppi di HPV ad alto-medio rischio, prima ancora che le cellule del collo dell’utero presentino alterazioni riscontrabili con il Pap test.
Pap Test o Hpv Dna Test?
- Donne tra i 25 e i 34 anni: è consigliato il pap test da effettuarsi ogni 3 anni. Le infezioni da papillomavirus sono più frequenti nelle fasce di età più giovani, ma nella quasi totalità dei casi regrediscono spontaneamente. Sottoporsi all’esame prima dei 25 anni, dunque, esporrebbe le donne giovanissime a controlli di secondo livello e al possibile riscontro e successivo trattamento di lesioni che sarebbero regredite spontaneamente.
- Donne tra i 35 e i 65 anni: l’HPV DNA test da ripetersi ogni 5 anni. Il test presenta una maggiore sensibilità ed efficacia rispetto al Pap-test perchè consente di rilevare la presenza del virus ancora prima che questo abbia avuto la possibilità di generare lesioni precancerose.
Dr. Maurizio Luigi Pavesi
Medico chirurgo, ostetrico ginecologo, specialista in patologia della Riproduzione umana