Un movimento errato durante un pomeriggio dedicato al giardinaggio, una caduta dalla bicicletta o un tiro non ben piazzato a baseball. Le cause di una lesione alla spalla possono essere diverse. Ma spesso l’interessata è la cuffia dei rotatori, un complesso formato da muscoli e tendini che – se infiammato – può portare molto dolore.
Cos’è la cuffia dei rotatori?
La cuffia dei rotatori è il complesso muscolo – tendineo che si estende dalla scapola all’omero avvolgendo l’articolazione gleno-omerale (ovvero la spalla). La sua funzione principale è quella di stabilizzare l’articolazione della spalla, infatti questi muscoli lavorano per mantenere l’omero nella corretta posizione durante i movimenti (rotazione e sollevamento delle braccia).
La cuffia dei rotatori è composta da quattro muscoli (e relativi tendini):
- Sovraspinato;
- Sottospinato;
- Piccolo rotondo;
- Sottoscapolare.
I primi tre si trovano sulla superficie posteriore della scapola, mentre il quarto è situato sulla superficie anteriore.
Problemi alla cuffia dei rotatori
La cuffia dei rotatori è spesso la causa della maggior parte delle sintomatologie dolorose riferite alla spalla. Tra i problemi che si possono presentare:
- Lesione del tendine: può essere parziale o integrale;
- Tendinopatia: stato degenerativo di uno dei tendini;
- Borsite: infiammazione di una delle borse della cuffia dei rotatori;
- Instabilità di spalla: incapacità delle strutture della spalla di mantenere l’articolazione stabile, spesso post traumatica (lussazione), lassità congenita o legata a debolezza della cuffia dei rotatori.
Sintomi
Una lesione o una tendinopatia alla spalla si manifesta con un insieme di sintomi:
- Dolore più o meno localizzato all’altezza della spalla a riposo e / durante i movimenti;
- Debolezza muscolare della spalla interessata;
- Riduzione della capacità di ampiezza di movimento dell’articolazione.
Le possibili cause
- Trauma: evento acuto che ha portato a una lesione dei tessuti (ad esempio un incidente stradale, un colpo durante uno sport di contatto, una caduta accidentale);
- Sovraccarico funzionale, ossia la ripetizione eccessiva di un gesto o di un movimento altrimenti innocuo che, invece, ripetuto molte volte e in un periodo concentrato nel tempo può causare un danno meccanico ai tessuti tra omero e scapola (ad esempio: sollevamento di pesi durante il lavoro, sovra allenamento in palestra, lancio della palla a baseball, pallavolo o pallanuoto);
- Posture errate e mantenute a lungo (come ad esempio la postura cifotica che può portare a stress eccessivi sulla cuffia);
- Usura dei tessuti o loro naturale degenerazione dovuta all’invecchiamento.
Il dolore, inoltre, può farsi più acuto e intenso, in compresenza di fattori non meccanici come stress ed ansia che possono aumentare la percezione del dolore.
Percorso di recupero
Recuperare una lesione alla cuffia dei rotatori è possibile. Per farlo al meglio ed evitare ricadute è importante affidarsi a un medico specialista in Ortopedia e a un fisioterapista che possano consigliare un percorso riabilitativo personalizzato basato sul proprio stato di salute e sulle proprie necessità.
La chiave per il recupero funzionale a lungo termino, comunque, è l’esercizio.
Il percorso di recupero può prevedere:
- Riposo;
- Fisioterapia;
- Medicinali e/o infiltrazioni (su indicazione medica)
- Operazione chirurgica (nei casi più gravi).
La tempistica di un percorso di recupero di questo tipo è variabile.
Come funziona la visita con il fisioterapista?
Quando si presenta un danno alla cuffia dei rotatori, la fisioterapia è molto importante per recuperare le funzionalità della spalla. La visita seguirà – a grandi linee – questi passaggi:
- Valutazione del Paziente e della sintomatologia (capacità di movimento della spalla, della scapola e della postura);
- Verifica di quali movimenti sono inibiti, quali provocano dolore e quale è l’intensità del dolore avvertito;
- Raccolta di tutte le informazioni necessarie dal Paziente: se si è coscienti di quale può essere stata la causa del problema, da quanto lo si avverte, ecc.;
- Eventuali test funzionali (es. test di Jobe)
- Terapia fisioterapica che può comporsi di mobilizzazioni e manipolazioni atte a ridurre il dolore e recuperare il movimento;
- Programma di esercizi studiati ad hoc e mirati per la problematica del Paziente (importante che questi siano eseguiti in modo progressivo e graduale, senza esagerare).
Ad oggi la chiave per un buon recupero funzionale a lungo termine è l’esercizio terapeutico al fine di ripristinare le proprietà meccaniche del tendine, di rinforzare la muscolatura e ripristinare le abilità perse.
Dott.ssa Greta Caramenti
Fisioterapista
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NB: le informazioni riportate in questo articolo non sostituiscono in alcun modo un consulto, una visita o una diagnosi fornita da un medico o da un professionista sanitario. In caso di necessità, rivolgersi al proprio medico curante.