La terapia sclerosante (conosciuta anche come “scleroterapia“) è uno dei trattamenti più usati per la cura delle patologie del sistema venoso superficiale come vene varicose, varici o teleangectasie. Viene prescritta solitamente per risolvere inestetismi e/o per prevenire complicazioni circolatorie più severe. Impariamo a conoscerla meglio.
Terapia sclerosante: che cos’è
La terapia sclerosante è un trattamento medico mini-invasivo e indolore, indicata solitamente per pazienti che presentano insufficienza venosa o inestetismi vascolari che potrebbero evolvere in infiammazioni o trombosi. Il suo impiego, quindi, ha valenza duplice: estetico, sì, ma soprattutto terapeutico.
La scleroterapia viene eseguita esclusivamente da un medico specializzato in Angiologia e Chirurgia Vascolare, sempre e solo su prescrizione medica. Il trattamento consiste nell’iniezione di farmaci sclerosanti all’interno dei vasi sanguigni interessati dal problema. L’obiettivo di questa terapia è indurre una reazione infiammatoria controllata della parete interna del vaso (l’endotelio), che porta alla sua chiusura e successiva trasformazione in un piccolo cordone fibroso che il corpo riassorbirà gradualmente. Grazie a questa azione si ottengono due risultati fondamentali: chiusura delle teleangectasie e scomparsa o riduzione dell’inestetismo.
Come funzionano i trattamenti sclerosanti
Come abbiamo visto, la procedura per la scleroterapia è veloce e mini-invasiva. Per questo può essere eseguita senza alcun problema in sede ambulatoriale.
Quanto dura la scleroterapia e quante sedute servono
Una singola seduta di terapia sclerosante ha una durata media di circa 30 minuti.
Circa il numero di sedute necessarie, invece, non è possibile definirlo in modo assoluto. Ogni caso, ovviamente, è a sé e solamente il medico curante può dare una risposta certa a questa domanda. Generalmente, possiamo dire, un ciclo di sclerosanti è composto dalle 3 alle 5 sedute.
Dopo quanto tempo si vedono i risultati
La terapia sclerosante non ha effetto immediato. Come abbiamo visto, l’iniezione del farmaco serve per scatenare una reazione interna, che ha bisogno di qualche tempo per completarsi. Per questo motivo i risultati effettivi della scleroterapia possono essere apprezzati appieno dopo qualche settimana dopo la fine del trattamento.
A cosa si applicano solitamente i farmaci sclerosanti?
L’applicazione principale riguarda dei farmaci sclerosanti interessa principalmente gli arti inferiori, che sono soggetti maggiormente a ristagno venoso a causa della pressione ortostatica (la forza che il sangue deve vincere per risalire verso il cuore). Nello specifico si trattano soprattutto:
- Capillari:piccole ramificazioni superficiali di colore rosso o violaceo.
- Vene reticolari:vene di medio calibro che spesso alimentano i capillari stessi.
Come prepararsi alla terapia sclerosante
Per ottimizzare l’efficacia delle punture sclerosanti, è bene seguire poche ma importanti indicazioni:
- Cosa fare:informare il medico di eventuali terapie farmacologiche in corso (specialmente anticoagulanti) o allergie.
- Cosa non fare:non applicare creme o oli sulle gambe nelle 24 ore precedenti. La pelle deve essere perfettamente detersa per garantire l’igiene della zona di iniezione e la tenuta delle medicazioni.
Cosa non fare dopo il trattamento con sclerosanti
La terapia sclerosante non richiede un particolare post trattamento, tuttavia è bene seguire alcune raccomandazioni:
- Concedersi qualche camminata
- Evitare esposizione diretta a sole e lampade UVA durante il ciclo di sedute (potrebbero causare macchie scure alla pelle sulle zone trattate)
- Evitare saune e bagni molto caldi per almeno una settimana, poiché il calore provoca vasodilatazione, contrastando l’effetto del farmaco.
La terapia sclerosante è dolorosa?
Il fastidio percepito è minimo. Le punture sclerosanti vengono effettuate con aghi molto sottili. La sensazione è paragonabile a una lieve puntura d’insetto o a un leggero bruciore locale che svanisce nel giro di pochi minuti.
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Noi di Amicomedico, crediamo fermamente che la salute delle gambe non sia solo una questione estetica: intervenire tempestivamente sui primi segnali di fragilità capillare è un atto di prevenzione fondamentale per mantenere l’efficienza del sistema circolatorio nel lungo periodo. Se avverti senso di pesantezza o noti la comparsa di nuovi capillari, non sottovalutare questi segnali: un controllo angiologico può fare la differenza. Il medico, poi, ti potrà indicare la terapia migliore da intraprendere.
Dott. Matteo Ravini
Chirurgo vascolare
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Questo articolo non sostituisce in alcun modo un consulto medico. Se hai dubbi sulla tua salute, prenota una visita con il tuo medico di fiducia.