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Piorrea o parodontite? Cosa cambia?

DEFINIZIONE

Si definisce malattia parodontale un gruppo di patologie infiammatorie che coinvolgono i tessuti di sostegno del dente, rappresentati da gengiva, osso alveolare, cemento radicolare e legamento parodontale.

La malattia parodontale era un tempo conosciuta con il termine di piorrea (dal greco pios=pus e rea=scorrere) si riferiva al momento terminale della vita di un dente, caratterizzato da abbondante fuoriuscita di sangue e pus dal solco gengivale. Questo termine ormai non viene più utilizzato in ambito odontoiatrico, ma è rimasto nel linguaggio comune.

La malattia parodontale si distingue in gengivite e in parodontite. Si parla di gengivite quando l’infiammazione interessa il tessuto più superficiale, ovvero la gengiva. Nel momento in cui vengono coinvolti gli altri tessuti parodontali più profondi, si parla invece di parodontite.

La parodontite determina la perdita di tessuto dell’osseo alveolare con conseguente mobilità dell’elemento dentale. Questa patologia è progressiva e irreversibile. Ci sono delle terapie (conservative e chirurgiche) che possono bloccare la progressione della patologia e recuperare fino al 70% dei tessuti persi, ma mai il 100%.

CAUSE

La causa principale è rappresentata dai batteri presenti nella placca batterica, quella sorta di patina che si distribuisce sulla superficie dei denti al termine dei pasti.

Infatti, alcuni studi scientifici risalenti agli anni ’60 hanno dimostrato che in assenza di placca non si sviluppa la malattia parodontale.

Un altro fattore molto importante è il nostro sistema immunitario, infatti si è visto che ci sono diversi individui che presentano abbondanti accumuli di placca e tartaro ma che non sviluppano la malattia parodontale.

Altri fattori prognostici per la progressione della malattia sono:

1) età/sesso

2) razza

3) fattori genetici

4) fumo

5) malattie sistemiche

6) fattori socio-economici

SINTOMI

La parodontite è sempre una evoluzione della gengivite, la quale si manifesta con infiammazione dei tessuti gengivali caratterizzata da gonfiore, arrossamento, dolore, aumento di temperatura e inibizione della funzionalità conseguenti all’accumulo di placca. Però dal momento che la gengivite non coinvolge il tessuto osseo, è una patologia reversibile.

La gengivite non trattata evolve in parodontite. L’evoluzione può essere più o meno rapida a seconda della predisposizione dell’individuo.

Nella parodontite oltre ai sintomi della gengivite come il gonfiore e il sanguinamento, ci sono mobilità degli elementi dentari, dolore diffuso dei denti, talvolta fuoriuscita di pus dal solco gengivale, recessione gengivale con esposizione delle radici e alitosi.

TRATTAMENTO E PREVENZIONE

Per prevenire la parodontite e di conseguenza la gengivite, sono necessari una corretta igiene orale domiciliare e controlli periodici dal proprio dentista. Sono consigliate 2 ablazioni del tartaro annuali, o più a seconda della predisposizione dell’individuo.

Una volta che si sviluppa la parodontite invece, non sono sufficienti le normali pulizie dei denti che rimuovono la placca e tartaro sopragengivali, ma occorrono anche delle pulizie più profonde che vadano a rimuovere manualmente il tartaro sottogengivale e sono dette levigature radicolari.

Una volta che si riesce a controllare la malattia parodontale, ossia a bloccare la progressione della patologia, esistono terapie conservative o chirurgiche che possono andare a ristabilire parzialmente i tessuti ormai persi.

Dott.ssa Dai Onalda

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