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Come mantenere gli impianti in salute

Per il buon esito di un trattamento protesico e per una massima durata dell’impianto l’igiene orale è senza dubbio uno degli elementi essenziali. È quindi di fondamentale importanza eseguire, oltre ai controlli periodici che possono essere ogni tre mesi o ogni sei a seconda dei casi, una igiene scrupolosa di denti e gengive. I batteri presenti nella placca e nel tartaro, infatti, anche se non possono aggredire i denti in zirconio o porcellana possono però compromettere l’osso che circonda l’impianto togliendo stabilità alle viti in titanio e alle protesi ad esse ancorate.

Spazzolino: almeno due minuti

Esattamente come per coloro che hanno la fortuna di avere ancora tutti i loro denti, dopo ogni pasto principale si dovranno spazzolare gli elementi dentari (naturali e non) con un buon dentifricio, con movimento che parte dalle gengive e va verso i denti. È buona regola dedicare due minuti almeno, passando le superfici dei denti interne ed esterne e quelle di masticazione, senza dimenticare di pulire anche la lingua. Al posto dello spazzolino manuale, si può usare uno spazzolino elettrico con testine multiple. Un altro strumento utile è lo spazzolino sulculare, uno speciale spazzolino morbido con due sole file di setole che riescono a inserirsi, meglio dei normali spazzolini, nel solco gengivale.

Filo interdentale, scovolini, irrigatori

Nella pulizia degli impianti sono poi particolarmente importanti gli spazi interdentali e, soprattutto, la superficie di contatto tra protesi e gengiva. In quest’ultima zona, infatti, data la difficoltà a ottenere una gengiva aderente stabile, è più facile l’insediamento di batteri che causano gengivite. Non soltanto: mancando di alcune barriere naturali di tessuto connettivo, presenti nei denti naturali, rende più facile a un eventuale infiltrato infiammatorio raggiungere l’osso intorno all’impianto danneggiandolo. È necessario quindi porre la massima attenzione alla pulizia delle aree non raggiungibili con lo spazzolino utilizzando il filo interdentale o appositi scovolini.

Un altro dispositivo efficace è l’irrigatore o idropulsore: piccolo erogatore elettronico che consente di indirizzare su denti, gengive e spazi interdentali un sottile getto d’acqua sotto pressione in grado di asportando residui alimentari e placca. La stessa attenzione è richiesta in caso sia stato applicato un impianto “All on four”, nel quale i denti finiscono non nella gengiva vera, ma in una flangia protesica che la simula. Per ottenere una buona igiene orale, perché anche se meno probabile, è sempre possibile il ristagno di cibo e placca sotto la flangia stessa, può essere utilizzato uno speciale filo interdentale. L’uso di un buon colluttorio permette di concludere la pulizia rinfrescando tutta la bocca e contrastando la formazione della placca batterica.

Controlli regolari

È bene ricordare che controlli regolari sono sempre imperativi, a maggior ragione in caso di impianto: in tale sede il dentista potrà valutare l’efficacia dell’igiene orale domiciliare e verificare lo stato di salute dei tessuti molli, il livello dell’osso, l’integrità della protesi intervenendo con tempestività in caso di problemi. Infine un consiglio in più: chi ricorre all’implantologia dovrebbe evitare il fumo di sigaretta che ha un impatto negativo molto più forte sugli impianti che sui denti naturali.

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