Cura dei denti

Perché a volte gli impianti “cadono”

Gli impianti dentali sono usati da decenni per sostituire i denti mancanti e, oggi, si eseguono protesi fisse che possono durare tutta la vita, se ne abbiamo cura. La perdita di uno o più impianti è però un’eventualità che deve essere considerata, anche se il rischio può essere ridotto al minimo prendendo alcune precauzioni. Dando per scontato che ci si rivolga a un professionista esperto e che siano utilizzati materiali di qualità, per preservare in salute l’impianto occorrono un’attenta igiene orale quotidiana, affiancata da sedute di igiene orale professionale, e il rispetto dei controlli clinici e radiografici pianificati dopo l’intervento.Perché, è bene chiarirlo, tra le possibili cause di caduta di un impianto non possono essere annoverati problemi di rigetto. Il rigetto è una reazione immunitaria contro un tessuto, un organo o un materiale ritenuti “estranei” e che ha, come scopo, la loro eliminazione. Il titanio, metallo utilizzato negli impianti dentali, non viene riconosciuto come estraneo dal nostro organismo, e perciò, non è in alcun modo attaccato dal sistema immunitario. Anzi, le cellule ossee che si trovano a contatto con le viti in titanio vi aderiscono intimamente cosicché si verifica l’osteointegrazione dell’impianto. Ma allora perché si può perdere un impianto dentale?

Primi imputati: i batteri

Tra le cause di perdita di un impianto la più frequente è sicuramente la perimplantite, infezione batterica che colpisce i tessuti che supportano l’impianto stesso. I fattori che inducono questa patologia possono essere diversi, e non sempre è facile individuarli. Sicuramente possono concorrere una non corretta preparazione all’intervento, l’approccio chirurgico non sterile o una inadeguata profilassi antisettica e antibiotica pre e post operatorie, così come una scorretta condotta postoperatoria da parte del paziente. Fatto sta che i processi infettivi della perimplantite sono gli stessi che si verificano nella parodontite che, se trascurata, porta alla perdita dei denti naturali. La perimplantite, agendo in modo simile, provoca riassorbimento osseo attorno agli impianti causandone inevitabilmente la perdita. Gli impianti, peraltro, non essendo strutture vitali come i denti naturali non hanno capacità di difesa e non sono in grado di contrastare l’infezione e le sue conseguenze, quindi la loro “sopravvivenza” in caso di perimplantite è limitata. Questa patologia si può prevenire, oltre che seguendo una scrupolosa igiene orale domiciliare, presentandosi regolarmente alle sedute di igiene professionale e ai controlli programmati in seguito all’intervento, anche eliminando il fumo di sigaretta che accelera tutti i fenomeni infettivi e infiammatori.

Altre possibili cause

Talvolta è il sovraccarico a causare la perdita della protesi: o perché l’osso, per scarsa qualità e quantità, non è in grado di sopportare sollecitazioni meccaniche anche normali (insufficiente stabilità primaria) oppure perché si verifica un eccessivo carico masticatorio nell’immediato postoperatorio o a causa delle continue sollecitazioni connesse a digrignamento diurno e notturno dei denti (bruxismo). Esiste infine una percentuale di casi, per la verità assai modesta, nei quali si verifica una mancata osteointegrazione: in questi pazienti spesso è difficile identificare la ragione per la quale l’osso non si salda all’impianto. In pazienti che non soffrono di bruxismo, che non fumano, che eseguono una corretta igiene orale e si recano periodicamente ai controlli dal dentista la quota di insuccessi degli impianti dentari è solo del 2 – 3 per cento.

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