Cura dei denti

No al ciuccio. E se ha già il vizio…

L’atto di succhiare è un vero e proprio bisogno per il neonato, è un istinto naturale legato alla sua nutrizione, ma non soltanto. Il piccolo succhiando si calma e si rilassa.
Anche se può essere un comodo alleato della mamma, che lo usa come rimedio per placare il bambino quando non può consolarlo in altro modo, il ciuccio non fa certo bene, a qualunque età. I motivi sono tanti. E non sono soltanto di natura odontoiatrica. Anzitutto spesso lo si dà al piccolo ogni volta che piange, quindi senza capire il motivo del pianto e senza tentare altre forme di consolazione, come far sentire la propria voce, cullarlo, prenderlo in braccio o più semplicemente allattarlo. Non sempre i genitori hanno tempo o voglia di adottare queste strategie, che richiedono più disponibilità ed energie. Ma deve essere chiaro che dandogli il ciuccio il “suo” problema, quello che lo spinge a piangere, non si risolve.

Poi, nel primo mese di vita può interferire con l’allattamento al seno. La modalità di suzione del ciuccio è diversa da quella del capezzolo, quindi il neonato potrebbe trovarsi disorientato di fronte a tecniche così differenti. Con il risultato che potrebbe non attaccarsi efficacemente al seno, compromettendo in tal modo il buon avvio dell’allattamento. Inoltre può ostacolare lo sviluppo del linguaggio e della socializzazione: l’atto di succhiare, infatti, impegna molto il bambino il quale tenderà a giocare e parlare di meno. Infine, è ormai dimostrato che, soprattutto nei primi due anni del bambino, il ciuccio rappresenta un pericolo per i denti, dal momento che ne condiziona in modo negativo l’eruzione.

Come toglierglielo?

Se per un motivo o per l’altro, il piccolo ha già il vizio del ciuccio è bene iniziare a toglierglielo. L’impresa potrebbe risultare assai difficile. Vediamo come fare per rendere meno traumatico il distacco da questo oggetto rasserenante e consolatorio. Per i bambini abbandonare il ciuccio significa iniziare a diventare grandi e autonomi: dobbiamo aiutarli gradualmente ad accettare l’idea e a trovare strategie alternative di consolazione. Per questo far sparire il succhietto da un momento all’altro, senza spiegazioni, potrebbe causare un profondo disagio e sortire l’effetto contrario. Altri errori da non commettere sono prendere in giro il bimbo se fatica a staccarsi dal succhietto o fare continui confronti con fratelli o amichetti: tutti atteggiamenti che inducono una grande ansia nel piccolo, rafforzando bisogno dell’oggetto consolatorio. Dovremo anche prestare attenzione a non iniziare il distacco in un momento, come l’arrivo di un fratellino o una sorellina, l’inserimento al nido o alla materna, ma anche un trasloco o un periodo familiare complicato. E, in ogni caso, una volta presa la decisione, stabiliamo una linea di condotta condivisa (papà, mamma, nonni, tate ecc.) e non torniamo indietro

Piccole strategie, tanta comprensione

Occorre essere pazienti e comprensivi, e possibilmente coinvolgere il bambino. Prepariamolo con anticipo alla separazione spiegandogli che è diventato “grande” e a breve non avrà più bisogno del ciuccio. Iniziamo mostrandogli dove lo teniamo, facciamo in modo che sia lui stesso a riporlo quando non ne sente il bisogno e ridiamoglielo soltanto dietro una sua precisa richiesta (per esempio prima di andare a nanna), complimentandoci molto quando non lo usa e spiegandogli che in questo modo aiuta anche i suoi dentini a crescere forti e sani. È utile cercare di limitare l’uso del ciucciotto ad alcuni momenti al di fuori dei quali se il bimbo lo cerca dovremo distrarlo, magari proponendogli un gioco o la lettura di un libro, e spiegandogli che in quel momento non è necessario.

Qualunque strategia suggerisca l’immaginazione di papà e mamma per indurre il piccolo a cercare il succhietto sempre più di rado va bene, fino a quando si potrà proporgli di abbandonarlo del tutto. Anche in quest’ultima fase lasciamoci indirizzare dalla nostra creatività: c’è chi preferisce affidarsi alla fatina dei ciucci (che, in cambio, lascia un dono), ai folletti o al grande mago dei bimbi grandi e chi convince il bambino a lasciare il suo adorato succhietto ai cuccioli che vivono nel parco o a spedirlo ai bimbi che non possono comprarlo…

Comunque vada, festeggiamo sempre le prime notti senza ciuccio, in modo che il bimbo si senta orgoglioso della sua “impresa”.

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