Cura dei denti

Bruxismo: cause e trattamenti

Digrignare i denti non è innocuo, può portare a gravi conseguenze cui solo il dentista potrà porre rimedio, ma il bruxismo può essere anche battuto per tempo sapendo come fare. Le mascelle si stringono, i denti sfregano l’uno contro l’altro e il rischio di vedere qualche pezzo di dente saltar via è dietro l’angolo: è questo il quadro della situazione quando si soffre di bruxismo, un problema che può verificarsi di giorno, ma che più spesso è associato al sonno.

A volte il rumore prodotto dallo sfregamento è talmente intenso da arrivare a svegliare e terrorizzare chi dorme accanto al bruxista. A pagarne le conseguenze più importanti sono però i denti, che possono diventare sensibili, rovinarsi fino a consumare tutto lo smalto e la dentina. Non parliamo poi di ponti e corone protesiche con ceramiche che si sbriciolano nel digrignamento lasciando scoperti tratti di metallo. Come se non bastasse anche le mascelle e i muscoli possono iniziare a fare i conti con gli effetti dello stringere i denti forte e a lungo. Per di più con il passare del tempo il bruxismo può essere associato a mal d’orecchi, mal di testa, dolore cronico al volto e danni alla lingua o alle pareti interne delle guance.

Cause del bruxismo: stress, ma non solo…

Spesso il primo a essere portato alla sbarra degli imputati è lo stress. Coimputati sono anche tensioni e ansie, rabbie o frustrazioni represse e una personalità aggressiva, competitiva o iperattiva. Questi bruxisti, col loro digrignare, cercano di terrorizzare l’avversario così come fanno anche alcuni animali selvaggi. Altre volte il bruxismo è associato a una maloccusione dentale, cioè da un allineamento sbagliato fra i denti dell’arcata superiore e quelli dell’arcata inferiore. Questo può avvenire per problemi di natura congenita, come frequentemente accade per l’errata posizione dei denti del giudizio, o per errore medico cioè per la realizzazione di otturazioni, ponti e corone sbagliati.

Una frequente causa di bruxismo è la perdita di denti non rimpiazzati con ponti o corone che determina il movimento anomalo dei vicini che cercano di chiudere il buco determinando malocclusioni. I bambini possono digrignare i denti a causa di un mal d’orecchi o della dentizione, mentre in età avanzata a scatenare il bruxismo può essere il morbo di Parkinson. Infine, altre possibili cause sono disturbi del sonno, l’assunzione di farmaci per curare problemi psichiatrici, inclusi alcuni antidepressivi, e, in casi più particolari, malattie rare come la corea di Huntington.

Possibili rimedi

A volte il disturbo può essere lieve e transitorio quindi andarsene da solo; buona norma evitare l’uso della gomma da masticare. Quando il disturbo persiste o è intenso deve intervenire il dentista riportando la masticazione a rapporti normali. A volte può bastare l’estrazione dei denti del giudizio per risolvere il problema altre volte è invece necessario un approccio più complesso. Il dentista può temporaneamente avvalersi di una sorta di wafer di gomma chiamato bite che separa le arcate impedendo lo sfregamento o agisce in maniera più complessa guidando il ripristino dei normali movimenti della mandibola. Da evitare il fai da te; cioè curare il bruxismo con l’uso di bite commerciali acquistabili in farmacia che costano relativamente poco, ma sono inutili se non dannosi.

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